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  Concluso il vertice del Ppe a Porto Rotondo

“ L’Italia è ascoltata e rispettata in Europa”. Lo ha sottolineato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi commentando con soddisfazione l’esito del vertice del Ppe che si è concluso questo pomeriggio nella sua villa di Porto Rotondo. Nel suo breve incontro con i giornalisti, il premier ha espresso l’auspicio che Europa e Stati Uniti non si dividano su un eventuale attacco all'Iraq. “ Dobbiamo agire in piena sintonia - ha ribadito Berlusconi- affinché le pressioni diplomatiche portino l'Iraq ad accogliere la presenza degli ispettori Onu senza condizioni. In quel paese c’è la possibilità che esistano armi di distruzione di massa, chimiche e biologiche e, in questo caso, diventerebbe indispensabile prendere provvedimenti”.

Il Presidente ha quindi riconfermato la “piena amicizia” e “l'assoluto rispetto” nei confronti degli Usa aggiungendo che “dobbiamo essere molto attenti a quella che è la situazione reale dell'Iraq; la nostra amicizia e riconoscenza nei confronti degli Usa non possono essere messe in discussione. Non possiamo lasciare isolati gli Usa. Siamo assolutamente convinti, comunque, che qualsiasi decisione verrà presa nel quadro dell'Onu. Tutti siamo per il no alla guerra, vogliamo la pace e la giustizia ma, a volte, per arrivare alla pace occorre un intervento armato. Speriamo che questo non sia il caso”. Il Presidente Berlusconi ha anche sottolineato, rispondendo alla domanda di un giornalista, che tutti i leader presenti al vertice hanno ribadito la “riconoscenza” nei confronti degli Stati Uniti. “Ci hanno reso di nuovo liberi con il loro intervento nella seconda guerra mondiale, consentendoci di godere della possibilità di avere un'economia sviluppata. In questi ultimi 50 anni abbiamo vissuto sotto il cappello protettivo degli Stati Uniti e, questo fatto, è ben chiaro a tutti”.

Il concetto espresso da Berlusconi è che l’Italia sarà con gli Usa se non agiranno da soli. Il premier ha detto che porterà questo messaggio a Bush e poi, quando tornerà dall’America, riferirà al Parlamento. Passando ai temi di politica economica affrontati nel vertice, Berlusconi ha dichiarato che i popolari europei sono tutti d’accordo nel rispettare il Patto di Maastricht, ma non è escluso che si possa chiedere un differimento del pareggio di bilancio:“Occorre rispettare il patto di Maastricht perché ha avuto effetti positivi per l'economia e per i bilanci dei paesi europei...al massimo si può discutere di un possibile differimento del raggiungimento del pareggio di bilancio”. I leader Popolari europei, secondo il presidente del Consiglio, si sono trovati tutti d’accordo riguardo al Patto di stabilità. “L'economia cresce - ha affermato Berlusconi - ma non come ci aspettavamo e quindi occorre portare avanti politiche economiche differenti da quelle che avevamo previsto”.

Per affrontare questo nuovo quadro economico secondo il premier vi sono due “teorie” che si fronteggiano: da una parte ci sono i sostenitori dell’attesa del passaggio del ciclo e del momento in cui la ripresa dell'economia americana tornerà a far sentire i benefici anche in Europa. L’altra teoria propone il supporto all’economia attraverso l’ abbattimento delle tasse e gli investimenti pubblici”. In chiusura di conferenza stampa il premier Berlusconi, ha ribadito il suo attaccamento alla Sardegna e, in particolare, alla villa di Porto Rotondo che appare sempre più destinata ad ospitare importanti vertici nazionali ed internazionali. Grande soddisfazione, a questo riguardo, è stata espressa anche dal Sindaco di Olbia Settimo Nizzi che, in mattinata, ha accolto i leaders europei arrivati all’aeroporto Costa Smeralda. “Per la nostra città questa è un’occasione straordinaria, speriamo ripetibile. Il fatto che il Presidente del Consiglio abbia scelto il nostro territorio per un vertice di tale portata ci deve rendere orgogliosi e coscienti delle nostre potenzialità. Questo ci spinge a lavorare anche di più e ancora meglio per fare crescere in qualità Olbia e il suo territorio”.


 
da sinistra Jose Manuel Barroso, Jan Peter Balkenende, Silvio Berlusconi, Jean Pierre Raffarin, Jean Claude Juncker, Josè Maria Aznar