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    Il passato della città custodito negli antichi registri della Chiesa di San Paolo.

Per gli studiosi e gli appassionati della storia cittadina è una fonte preziosa ed inesauribile; per l’intera comunità rappresenta la “memoria” nel senso più completo ed affascinante del termine. Nell’archivio custodito nella Chiesa di San Paolo, gli olbiesi possono ritrovare le proprie “radici” e non solo. Don Pietrino Ruju ci ha gentilmente concesso di fotografare gli antichi volumi ed è lui stesso a spiegarci perché sono così importanti:

“Essendo questa la parrocchia madre della città, la Primaziale, qui sono conservati gli antichi registri a partire dal 1663. I primi sono in lingua sarda, poi in spagnolo, latino e, infine, in italiano. Siamo in possesso dei “Cinque Libri” canonici prescritti dal Concilio di Trento che si tenne nel ‘500. In questi volumi venivano riportati Battesimi, Cresime, Matrimoni, Morti e Stato D’Anime (il corrispondente sacro dell’Anagrafe Civile). Inoltre abbiamo il Libro Cronistorico che ogni parroco è tenuto a redigere. Ad Olbia, i parroci cominciarono ad annotare tutta l’attività parrocchiale e civile a partire dal 1922.

Un grande impulso in questo senso lo diede Monsignor Cimino che annotava anche gli avvenimenti storici della vita civile, locale e nazionale. Lui ricostruì la storia di Olbia dalle origini fino ai suoi giorni, riportando anche le vicende principali del governo nazionale, in tempo di pace e in tempo di guerra. Tornando agli antichi registri, si tratta di volumi rilegati in cartapecora e scritti con penna d’oca; avrebbero bisogno di un restauro, magari ad opera dei padri benedettini di Sorres, specializzati in questo delicato tipo di lavoro.

I “Cinque Libri” rappresentano un patrimonio importante per tutta la comunità. Vengono consultati da moltissime persone per ricerche sugli antenati o per motivi di studio. Nascite, matrimoni, morti ed incremento demografico dei Terranovesi prima, e degli olbiesi poi, tutto è stato documentato in questi volumi. Il nostro archivio comprende anche i registri contabili della Parrocchia e delle Confraternite dal ‘700 ad oggi. Nei libri delle varie epoche, si trovano tante curiosità e persino qualche cimelio. Ne cito uno in particolare: la procura firmata da Giuseppe Garibaldi che, nel gennaio 1861, avrebbe dovuto fare da padrino al battesimo di Teresa Bertoleoni, figlia del “re” di Tavolara, Paolo e di sua moglie Pasca Favale.

Garibaldi, non potendo essere presente, inviò alla Parrocchia di San Paolo un atto notarile in cui si dava mandato a rappresentare, lui come padrino e sua figlia Teresita come madrina, al signor Silvestro Sini e alla signora Paola Pisano Cervo. Molto interessanti sono anche i sintetici resoconti, tipo diario, lasciati da Mons.Cimino che scriveva con una grafia ordinata e bellissima; ricordo, ad esempio il modo in cui annotò, alla fine del 1938, l’inizio dei lavori per l’ampliamento della Primaziale: - Il giorno 11 dicembre è giunto da Livorno il veliero Gemma con tonn. 112 di materiale per la Chiesa. Si è iniziato pochi giorni dopo il lavoro - ”.

Dal passato al presente: proseguono, a pieno ritmo gli interventi nella Primaziale, per la bonifica dal punto di vista igienico-sanitario, statico ed estetico. Relativamente a quest’ultimo aspetto, si sta procedendo al rifacimento della pavimentazione, nel rispetto assoluto dell’originale settecentesco. Nei giorni scorsi, questo è stato riportato alla luce, praticamente intatto, in una delle cappelle laterali. Rinvenuta anche una nuova cripta contenente dei resti ossei e frammenti di tessuti. Dal gennaio scorso, mese in cui iniziarono i lavori, ad oggi, è il decimo ambiente sepolcrale riportato alla luce nella Chiesa di San Paolo.

 
Un libro del 1700
         
don Ruju  
   
La procura firmata da Garibaldi
Uno scritto di don Cimino del 1938
 
Cripta