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Olbia capofila nella lotta alla Caulerpa Taxifolia
L’infestazione di Caulerpa Taxifolia costituisce un serio pericolo per l’ecosistema, destabilizza il suo equilibrio e le biodiversità. Aggredisce le praterie di poseidonia, pianta nobile essenziale per l’ossigenazione del nostro mare. L’amministrazione comunale ha finanziato un primo intervento di monitoraggio che sarà effettuato sempre dallo Studio Navone. Saranno condotte altre analisi ed accertamenti. Nel corso della riunione è stato precisato che la Caulerpa Taxifolia è diventata un fenotipo e, a seguito della sua mutazione genetica, non si comporta solo da vegetale alimentandosi attraverso la fotosintesi, ma anche come un essere animale che assume nutrimento organico dai fondali marini. Il pericolo reale è che, se l’invasione dovesse continuare, la Caulerpa, nel giro di una decina di anni, andrebbe a sostituirsi alla Poseidonia con effetti devastanti per la qualità del nostro mare. Diversa è la situazione della Caulerpa Taxifolia nelle acque dei Tropici, dove non è invasiva, vive nelle sue “nicchie ecologiche” ed è una pianta a tutti gli effetti, con conseguente bisogno della luce. In virtù della sua mutazione genetica, nelle nostre acque è stata individuata anche ad una profondità di 50 metri. Quanto prima bisognerà monitorare le varie zone, comprese quelle che ricadono nell’area marina protetta di Tavolara, con scandagli particolari; da qui l’esigenza di attivare la “macchina regionale e ministeriale” per reperire ulteriori finanziamenti. Ieri, nell’aula consiliare di Poltu Cuadu, è stato proiettato anche un filmato con immagini estremamente significative ed è stata distribuita una brochure, commissionata dall’assessorato comunale all’Ambiente e redatta dallo Studio Navone, contenente tutte le informazioni scientifiche relative alla Caulerpa Taxifolia. La prossima conferenza di servizi servirà
ad affrontare il fenomeno dal punta di vista operativo per attivare una
serie di ricerche e valutare gli interventi necessari. A questo proposito
l’assessore Masala ha dichiarato: “Non si possono attuare
alchimie estemporanee che potrebbero aggravare il fenomeno invece di arginarlo.
Il rischio di interventi “pasticciati” è troppo alto.
Il Comune di Olbia, fino ad oggi, si è mosso tempestivamente; ora
è necessario che il problema venga governato con una sufficiente
disponibilità di mezzi”. |
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| Caulerpa taxifolia nel mare di Olbia | |||||
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| Le Commissioni in riunione congiunta | |||||
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| Il biologo Augusto Navone | |||||
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