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Per saperne di più sull’alga “Caulerpa Taxifolia” Desta preoccupazione il proliferare dell’alga “caulerpa taxifolia”. Gli interventi necessari ad arginare il fenomeno saranno discussi e valutati nel corso di una riunione che, mercoledì 23 ottobre, a partire dalle ore 19, vedrà impegnati nell’aula consiliare di Poltu Cuadu i presidenti delle commissioni consiliari Ambiente (Marzio Altana), Attività produttive (Vanni Sanna) e Lavori Pubblici (Giampiero Mura), il vicesindaco Pino Masala e il biologo Augusto Navone, incaricato dal Comune per il monitoraggio delle acque da Olbia a Golfo Aranci. Il Dr.Navone ci ha gentilmente fornito una scheda informativa sulla Caulerpa Taxifolia; ne pubblichiamo una breve sintesi insieme alle relative foto e cartine sugli insediamenti di quest’alga invasiva già individuati. Scheda informativa Recentemente alcuni subacquei di Golfo Aranci hanno scoperto un limitato insediamento di "Caulerpa Taxifolia" sul fondale del Golfo omonimo. L'insediamento è in posizione Lat. : 40° 59.8'N - Long.: 009° 36.9'E e per un raggio di 100 metri dal punto l'Ufficio Circondariale Marittimo di Golfo Aranci ha con ordinanza 62/2002 datata 5/10/2002 ha interdetto la pesca, l'ancoraggio e ogni attività subacquea non preventivamente autorizzata. Tutte le Amministrazioni interessate hanno concordato di intraprendere alcune iniziative volte a fronteggiare il fenomeno e tra queste rientra sia un'opera di sensibilizzazione che il monitoraggio dei fondali a rischio. Il giorno 15 ottobre 2002, sulla base di una segnalazione fornita da un pescatore sportivo, il biologo Augusto Navone ed i suoi collaboratori effettuavano una ricognizione presso la secca di Sos Aranzos nel Golfo di Olbia. La ricognizione confermava la presenza della Caulerpa taxifolia distribuita in una zona molto ampia. Nel corso della ricognizione venivano effettuate dei rilievi fotografici. Il giorno 16 e 17 gli operatori effettuavano ulteriori ricognizioni al fine di perimetrare la zona in cui è presente l’alga. Questo lavoro ha consentito di effettuare una mappatura sufficientemente affidabile di questo ritrovamento. Nel contempo venivano controllati altri siti a Nord e a Sud dell’area di riferimento e anche sul lato sud del Golfo di Olbia, precisamente: Punta delle Saline, Punta Tronfino ,Secca del Muzzone e Punta Ruia. In queste località non si accertava la presenza della Caulerpa.
Nel 1984 la Caulerpa viene avvistata per la prima volta sul fondo antistante il Museo Oceanografico di Monaco, dove copre una superficie di appena un metro quadrato. Tra i possibili responsabili della sua immissione vengono indicati i tecnici del Museo, i quali la utilizzano nelle loro vasche tropicali e che, più tardi “inquisiti”, respingono ogni addebito avanzando l'ipotesi che l'alga è stata trasportata tramite le pompe di sentina delle navi provenienti o dall'Atlantico tropicale o dal Mar Rosso. Bisogna precisare che la Caulerpa , malgrado
la denominazione di “alga assassina” non ha mai ucciso nessuno,
ma potrebbe recare gravi danni all'ecosistema per la sua estrema aggressività
nel sottrarre spazi di vitale importanza per le posidonie (fondamentale
per l'ossigenazione dell'acqua), con un conseguente minaccia per molte
specie del Mediterraneo. Dal 1984 ad oggi la Caulerpa sta proliferando
a ritmi impressionanti ricoprendo vaste aree costiere del Mediterraneo
occidentale e del Mar Adriatico. La situazione appare talmente tanto grave
da convincere le autorità a lanciare un programma di studi a livello
internazionale, con rilevanti finanziamenti stanziati dall’Unione
Europea. 1) evitare nuove contaminazioni a partire dagli acquari. Le disposizioni legislative adottate in Francia e in Catalogna dovrebbero essere adottate nell’insieme dei paesi rivieraschi ( proibizione dell’acquisto, della vendita , del trasporto e della detenzione di Caulerba t. 2) evitare la disseminazione a lunga distanza, informando i diportisti della necessità di verificare e pulire la loro ancora dopo l’ormeggio in una zona contaminata e proibendo l’ancoraggio nei settori fortemente contaminati. In realtà è necessario sistemare tutte le regolamentazioni, legislazioni nazionali ed internazionali sulle introduzioni delle specie, se non vogliamo che fenomeni analoghi a quello della Caulerpa ci prendano di nuovo alla sprovvista. 3)Infine è necessario informare gli utenti del mare come i diportisti, sommozzatori, apneisti e pescatori perché avvertano le loro autorità locali e i servizi dell’ambiente, ogni volta che trovino una nuova macchia di popolamento. Questa informazione è indispensabile per continuare a valutare l’ampiezza e la progressione del fenomeno, e per prendere le decisioni d’obbligo. |
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| Caulerpa taxifolia | |||||
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| In rosso la zona in cui è presente "Caulerpa taxifolia" | |||||
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| Caulerpa Taxifolia | |||||
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| Presenza di "Caulerpa" nel Mediterraneo | |||||
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