| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

  Nella Chiesa di San Paolo continuano ad affiorare frammenti della storia di Olbia


Dopo le dieci cripte, altre sorprese affiorano dal sottosuolo della Chiesa di San Paolo. Com’è noto, all’interno della Primaziale sono in corso lavori di pavimentazione e bonifica idraulica; nei mesi scorsi, sono state rinvenute una decina di sepolture contenenti i resti delle antiche famiglie olbiesi. L’ultima scoperta è stata fatta durante un vasto saggio di scavo nella parte destra del transetto.

L’archeologo Antonio Sanciu, insieme ai colleghi Rubens D’Oriano e Agostino Amucano ha spiegato ai giornalisti di essersi imbattuto in uno strato di riempimento risalente ai primi anni Quaranta. Scavando, sono emerse vestigia di strutture di una certa importanza: un grande pavimento in malto del II sec. d.C che sigillava uno strato precedente, di epoca augustea, dove sono stati ritrovati alcuni pesi da telaio.

I reperti sono estremamente interessanti in quanto testimoniano che quella poteva essere l’area del tempio preposta ai servizi e, precisamente, il luogo dove le ancelle si dedicavano alla tessitura. Sempre durante lo stesso saggio di scavo è stata fatta un’altra rilevante scoperta: la porzione di un grande muro di epoca alto-medioevale.

Questo significa che, anche in quei secoli, vi erano importanti edifici nell’ ambito urbano mentre l’ipotesi storica più accreditata fino ad oggi era che, a quei tempi, il centro della città fosse ormai in rovina, con la popolazione trasferita da tempo in località Pasana. Il muro, scoperto in questi giorni, indurrà quindi gli studiosi a “rileggere” l’antica storia di Olbia.

Gli archeologi hanno anche confermato che, per costruire la chiesa settecentesca, fu innalzato il livello dei pavimenti di almeno un paio di metri; furono quindi fatti grandi lavori di riempimento e di sopraelevazione a dimostrazione dell’importanza da sempre attribuita alla primaziale di San Paolo.