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“Ragazzi normali” al centro di un Convegno
ed iniziative speciali “Ragazzi
normali” : le paure, le angosce, la solitudine dei giovani nel rapporto
con i genitori. Questo è il titolo del convegno fissato per martedì
26 novembre, alle ore 16,30 presso la Stazione Marittima. L’incontro
è organizzato dall’Associazione Genitori Olbia e dal C.A.V
(Centro Aiuto alla Vita), in collaborazione con la Fondazione Cesar e
il C.S.V Sardegna Solidale. Tra i relatori figura il giornalista ed esperto
in comunicazione Giancarlo Brunello, autore, insieme ad Elisabetta Arcari,
del libro “Ragazzi normali”, presentato oggi nella sede del
Centro di Aggregazione Sociale di via Mascagni.
Nel volume vengono analizzati problemi quali l’anoressia, l’uso
di droghe, il rapporto con i genitori e con i media, l’abuso di
alcool, la necessità di uccidere. Le emozioni più intime,
le paure, i sentimenti e i dubbi dei giovani rimangono sempre gelosamente
custoditi nella sfera del privato. I disagi, invece, vengono a galla e
gesti estremi sono spesso all’ordine del giorno. Emerge, sempre
di più, la necessità dei ragazzi di omologarsi per sentirsi
più forti. Un’evoluzione, questa, che potrebbe essere tanto
negativa da provocare l’annullamento della loro personalità;
“il branco” è forte e condizionante, di norma al suo
interno si tendono a vivere principalmente le trasgressioni e i cosiddetti
“valori negativi”.
Al Convegno interverranno anche il Dott. Federico Palomba ex Presidente
del Tribunale dei Minori di Cagliari, la direttrice didattica Dott.ssa
Paola Sini, il Prof Gianpiero Farru Presidente di Sardegna Solidale e
Gino Mereu Presidente C.R.U Sardegna. Coordineranno il dibattito le due
organizzatrici Candida Rossi e Nadia Spano, le quali hanno spiegato ai
giornalisti motivazioni ed obiettivi dell’iniziativa: “All’incontro
del 26 novembre abbiamo invitato amministratori comunali, provinciali
e regionali, operatori sociali e di giustizia, le scuole e tutti gli altri
rappresentanti delle istituzioni, non per una questione di forma o di
sola cortesia, ma per iniziare, quanto prima, a creare una rete di relazioni
e, con essa, una diffusa coscienza del fatto che le problematiche legate
al mondo minorile non sono da considerare questioni di settore, ma hanno
il chiaro carattere della trasversalità.
Nella scorsa primavera abbiamo appreso dagli organi d’informazione
che era sorto un dibattito intorno alla riforma dei diritto minorile così
come proposta in due disegni di legge, sia nel campo del diritto penale
che in quello del diritto civile, in materia familiare e minorile. Poiché
questa riforma introduce rilevanti novità abbiamo deciso di creare
un'occasione di incontro con persone che a vario titolo si occupano di
minori. Ma siamo stanchi di convegni usa-e-getta; vorremmo che quello
del 26 novembre fosse il primo momento di una serie di iniziative che
saranno portate avanti nelle scuole, anche perché i “ragazzi
normali” sono quelli che frequentano le scuole e, magari, sono figli
di gente “perbene”, famiglie che, apparentemente non dovrebbero
avere problemi. Invece, proprio questi ragazzi, all’interno del
gruppo, spesso manifestano comportamenti violenti o autolesionisti. I
percorsi educativi che intendiamo realizzare sono stati elaborati secondo
aree d’intervento che vanno dalla violenza sessuale, all’uso
consapevole del denaro, dalla conoscenza del codice minorile ai pericoli
delle nuove droghe. I risultati di questi lavori saranno illustrati e
discussi in una mostra-convegno che si terrà la prossima primavera.
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