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Viaggio al Centro Pronto Intervento Solidarietà

Il Centro Pronto Intervento Solidarietà si trova in Via San Gallo n.24, tel.0789/58115. Abbiamo incontrato le responsabili del Centro, Maddalena Spano e Giuseppina Manueddu che ci hanno spiegato in cosa consiste l'attività di questa importante struttura, espressione concreta e significativa di un volontariato attivo, solidale ed efficiente.

"Accogliamo persone che hanno perso casa e lavoro. Operiamo a Olbia da undici anni; da allora ad oggi abbiamo accolto più di 700 ospiti. Lavoriamo a stretto contatto con l'amministrazione comunale, avendo una convenzione con i Servizi Sociali del Comune. Assistiamo in media dalle otto alle quindici persone che mangiano e dormono da noi. Nel Centro ci sono quindici posti letto ma stiamo pensando di ampliare la struttura".

D- Mediamente quanto tempo si trattengono gli ospiti che accogliete nel Centro Pronto Intervento?

R- "Il centro potrebbe dare ospitalità solo per un mese, se dovessimo seguire la legge alla lettera. Ma, spesso, le situazioni si evolvono in maniera diversa. Le persone che noi accogliamo sono, quasi tutte, nella fascia di età critica che va dai 40 ai 60 anni, quando non si è ancora pensionabili ma non si trova più un lavoro. Sono uomini e donne che non hanno reddito e che nessuno assume. In questa fascia di età si trovano oggi i nuovi poveri. Alcuni si fermano al Centro anche per periodi molto lunghi, persino un paio di anni."

D- "Li mantenete completamente voi?

R- "Si, in collaborazione con i Servizi Sociali. Al Centro transita sempre parecchia gente. Anche in estate accogliamo molte persone che arrivano da noi, a vario titolo.
Pure in questi casi noi forniamo vitto, alloggio e, molte volte anche il biglietto della nave per Genova o Civitavecchia. Da noi prestano la loro opera venticinque volontari".

D- Con quale criterio valutate la possibilità di accogliere le persone che si rivolgono al Centro?

R-"Essendo volontari, non facciamo scelte in merito all'accoglienza di questa o quella persona. La decisione di mandare qualcuno al Centro Pronto Intervento è sempre dell'assistente sociale che, dopo un colloquio, valuta ogni singolo caso. Può chiedere le necessarie informazioni alle forze dell'ordine, al Tribunale o alla ASL avendo tutti gli strumenti adatti per verificare le varie situazioni. Noi invece siamo volontari, prestiamo la nostra opera in quanto tali. Cuciniamo per gli ospiti, colazione, pranzo, cena; li accompagniamo dal medico, o al club degli alcolisti, al centro d'igiene mentale, piuttosto che al Sert".

D- Da dove vengono i vostri ospiti?

R-"Sono quasi tutti Olbiesi, qualche volta è capitato qualche extra-comunitario ma, in linea di massima, il Centro, per legge, non potrebbe neanche accogliere chi non ha la residenza. Le persone soggiornano da noi, in attesa che si renda disponibile un alloggio".

D- Quali momenti di integrazione hanno gli ospiti del Centro? Riescono a socializzare tra loro? Ci descriva una giornata tipo.


R-"Nei primi giorni d'inserimento di un nuovo ospite è chiaro che c'e' qualche momento di difficoltà, di vergogna; poi, piano, piano, s'instaura un rapporto quasi familiare. Infatti noi tendiamo, a far sì che nessuno si alzi da tavola prima che tutti gli altri abbiano finito la colazione, il pranzo o la cena. Stare a tavola, tutti insieme, diventa un momento di aggregazione. Oppure creiamo dei momenti di conversazione proprio per far socializzare gli ospiti, farli conoscere tra loro. Ci vogliono parecchie iniziative e diverse persone si danno da fare per aiutarli a trascorrere il tempo libero. Una volontaria, ad esempio, tiene lezioni su come realizzare fiori di carta e delle composizioni. Un'altra signora spiega come rivestire specchi e spazzole; insomma teniamo dei piccoli corsi di bricolage molto seguiti dagli ospiti. Organizziamo anche dei momenti dedicati alla musica e al ballo, al gioco delle carte o alla conversazione su determinati argomenti".

D- Sono prevalentemente persone sole o anche nuclei familiari?

R-"Dipende. L'estate scorsa abbiamo avuto un'intera famiglia. Spesso accogliamo ragazze madri con i loro bambini, però quando ci sono dei minori i servizi sociali tendono sempre a riuscire ad assegnare una casa con più celerità perché un bambino piccolo è bene che non stia nel centro di Pronto Intervento, visto che accogliamo anche alcolisti, e persone con disturbi mentali. All'interno del centro opera una psicologa; il volontariato non si può improvvisare, quindi chiediamo sempre aiuto per poter fare bene il nostro mestiere. Ormai bisogna saper operare con professionalità, anche in questo delicato settore. Adesso, per esempio, stiamo seguendo un corso di psichiatria diretto dal Dott.Lombardo. E' molto importante che i volontari siano preparati ad accudire gli ospiti.
Le giornate scorrono in modo generalmente tranquillo e regolare: si svegliano intorno alle 7,30 perché alle 8 c'e' la colazione. Abbiamo stabilito questo orario in quanto molte volte accogliamo dei bambini che devono svegliarsi presto per andare a scuola. Finita la colazione, tutti gli ospiti partecipano alle pulizie del Centro, ognuno di loro svolge un determinato compito. Essendo in tanti, i lavori domestici sono presto completati e dopo, ognuno può fare ciò che vuole. Quelli che, invece, per vari motivi, preferiscono non uscire, passano qualche ora leggendo i giornali, o a chiacchierare tra loro; spesso guardano la televisione o giocano a carte. Si arriva quindi all'ora del pranzo, preparato dai volontari, e poi si sparecchia tutti insieme. Dopo il riposo pomeridiano, ognuno può dedicarsi a un piccolo hobby, qualche attività ricreativa organizzata dai volontari, una passeggiata, dei momenti di conversazione. Dopo cena decidono insieme il programma televisivo da seguire; ho notato che le donne ospiti del centro, in linea di massima, guardano la televisione più il pomeriggio che la sera, mentre gli uomini si fermano più volentieri davanti al video dopo cena. Al momento stiamo ospitando quattro uomini e tre donne".

D- Qualche volta nascono delle storie d'amore tra gli ospiti del Centro?

R-" Fino ad oggi non è mai successo. A noi sarebbe anche piaciuto vedere nascere una bella storia all'interno del Centro, avremmo certamente condiviso la loro gioia ma, in tutti questi anni, non si è mai verificato nulla del genere. Siamo comunque felici quando riusciamo a regalare un sorriso, un po' di conforto e qualche ora di serenità ai nostri ospiti. Per loro, questo è importante quanto un pasto caldo e un letto sicuro".

> Tutte le immagini del centro di Solidarità

L'esterno dell'associazione
Una parte dello staff: Maria, Maddalena,Pinuccia,Katia
Pinuccia e Zia Rita (staff)
Michele (di spalle) obiettore e gli ospiti Benito, Salvatore e Giuseppe
Maria alle prese con i fornelli