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Nuove ipotesi su antiche storie di Olbia e dintorni Abbiamo incontrato l'archeologo Agostino Amucano, coordinatore
del progetto per la valorizzazione e gestione del patrimonio archeologico
del Comune di Olbia. D- Sappiamo che una novità importante riguarda il Castello di "Sa Paulazza". Ci può anticipare di cosa si tratta? R: "Oggi siamo in grado di escludere categoricamente
che questo fortilizio sia stato costruito e anche utilizzato dai Giudici
di Gallura come ha sempre asserito la maggior parte degli studiosi. Abbiamo
infatti scoperto che quando i Giudici regnavano in Civitas-Terranova,
il Castello di "Sa
Paulazza" era già abbandonato da sei secoli. Possiamo
dire che, sicuramente, esso faceva parte del piano edilizio del grande
Imperatore Giustiniano. A partire dal 530 d.C. egli intraprese la riconquista
dell'Impero romano d'Occidente che era caduto in mano ai Barbari, compresa
la Sardegna, finita sotto i Vandali. Giustiniano riconquista l'Occidente
e, per esigenze di difesa, decide di far costruire questi castelli. Nel
fortilizio di "Sa Paulazza" c'erano delle guarnigioni di stanza,
le cosiddette truppe limitane, che dovevano proteggere l'agro e il porto
dalle incursioni dei Balari che arrivavano dal Monte Acuto e dall'Anglona,
e dai Corsi, provenienti dal Nord-Sardegna. Pensate che il Castello di
"Sa Paulazza" occupava circa 1 ettaro e mezzo di superficie
e, ai suoi tempi, era il più bello della Sardegna. La nuova datazione
di questo Castello rafforza l'ipotesi già avanzata dal Panedda
che vedeva la sede dell'antica Fausiana in località Pasana.
D- Ma c'e' anche un'altra interessante nuova ipotesi se, dall'agro ci spostiamo verso il centro della città R: "Si, potrebbe avere un effettivo fondamento storico
la teoria di Marco Cadinu, un architetto che si occupa dell'urbanistica
medioevale delle città sarde. Egli ipotizza una radicale ristrutturazione
urbanistica di Terranova tale da rendere verosimile l'idea di una fondazione
ex-novo della città, con isolati rettangolari, circuito murario
anch'esso rettangolare con torri d'angolo, il tutto orientato secondo
il vecchio decumano della città romana. In pratica la Terranova
del trecento era un "castello urbano" di tipo Federiciano.
D- Dalle novità del passato alle buone notizie di oggi, sempre legate alla valorizzazione del patrimonio archeologico di questa città R: "Si è concluso un interessante progetto finanziato
con 500.000.000 di fondi INTERREG II. Direttore dei lavori: l'architetto
Massimo Spano, progettisti: lo stesso architetto Spano e l'architetto
Tomaso Pirina. Grazie a questi finanziamenti è stato possibile
creare nuovi accessi al "Pozzo Sacro" e al
Nuraghe di "Cabu Abbas".
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L'archeologo Agostino Amucano
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Il castello di "Sa Paulazza"
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Pianta della Terranova (Olbia) del 1300
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Il Pozzo Sacro "Sa Testa"
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