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Olbia oggi

Il vero e proprio “boom” demografico ed economico Olbia lo ebbe a partire dagli Anni Sessanta, con la creazione della Costa Smeralda. Dagli anni ‘50 ad oggi il numero dei residenti è triplicato e, negli ultimi cinque anni, si sta registrando un notevole e costante aumento dei flussi immigratori extra-comunitari e non. Oggi la città conta circa 50.000 abitanti ed occupa una superficie di circa 500 ettari. È il primo porto passeggeri in Italia avendo superato nel 2006 tre milioni e mezzo tra arrivi e partenze. L’aeroporto “Olbia Costa Smeralda”, il cui traffico passeggeri sta per raggiungere i 2 milioni, è considerato, a livello nazionale, uno dei più importanti e all’avanguardia, soprattutto dopo un prestigioso intervento di ampliamento e riqualificazione. Grande dinamismo anche nel settore dell’Aviazione Generale che, nel 2006 ha registrato un movimento di circa 11.000 aerei privati. E proprio nel momento in cui la città appare più proiettata nel futuro, sono emerse le testimonianze più importanti della sua lunghissima storia. Infatti, nel corso dei lavori per la realizzazione del tunnel, nell’area portuale, sono stati rinvenuti 24 relitti di antiche navi, di cui due dell’epoca di Nerone, 16 risalenti al periodo dell’invasione vandalica e due dell’età giudicale. Sono stati anche ritrovati tre alberi di nave, di cui uno lungo otto metri, più una straordinaria quantità di materiale archeologico che documenta 25 secoli di vita della città.

I relitti restaurati saranno “gli ospiti d’onore” di un suggestivo spazio a loro dedicato nel Museo Archeologico che già ospita preziose testimonianze della lunghissima ed affascinante storia olbiese. Il territorio che fa capo alla provincia Olbia-Tempio è in forte espansione, grazie allo sviluppo delle attività legate al turismo, ai traffici portuali, al commercio e ai servizi. Grande dinamismo e importanti traguardi sono stati raggiunti anche da molte delle 250 aziende ubicate nella Zona Industriale, sotto l’egida del Cines. Significativo anche l’insediamento di circa quaranta cantieri nautici. Al centro dello splendido Golfo, caratterizzato dalle tipiche coltivazioni di cozze, si trova la stazione marittima dell’Isola Bianca. Negli ultimi 30 anni il movimento passeggeri del porto di Olbia è cresciuto tanto da far diventare lo scalo gallurese il primo in Italia. La novità degli ultimi anni è rappresentata dagli approdi delle grandi navi da crociera, da aprile fino a tutto ottobre. Grazie all’efficace attività svolta dall’Autorità Portuale, questi flussi turistici internazionali sono in considerevole aumento con benefici evidenti per l’economia del territorio. I dati sul turismo sono in continuo aumento; nel 2006, le presenze censite negli alberghi, nei campeggi e nelle RTA del territorio comunale sono state circa 500.0000 ma il numero sale ad almeno 1.500.000 se aggiungiamo i dati del cosiddetto “sommerso” ovvero i villeggianti che hanno occupato le seconde case ed altre strutture non censite.

Le coste di Olbia si estendono per un centinaio di chilometri. Spiagge e scogliere si alternano dando vita a uno spettacolo della natura. Lungo la strada che da Olbia porta a Golfo Aranci troviamo Pittulongu, lido “storico” degli Olbiesi. La località è caratterizzata da moltissimi arenili, più o meno grandi, ma tutti con sabbia bianchissima e mare di un azzurro cristallino. Altra rinomata località, distante una decina di chilometri, a nord-est di Olbia, è il Golfo di Marinella con una delle spiagge più belle, estese ed attrezzate dell’intera Sardegna. Considerata una delle capitali del turismo nazionale ed internazionale è Porto Rotondo, distante da Olbia una quindicina di chilometri. Proseguendo verso la Costa Smeralda, sempre nel territorio comunale, si susseguono insenature naturali di straordinaria bellezza e insediamenti immersi nella macchia mediterranea. Un discorso a parte merita la frazione di San Pantaleo: suggestivo paese incastonato tra le rocce, amato da molti artisti, anche stranieri, che vi risiedono tutto l’anno. Partendo da Olbia in direzione sud, superato il Rio Padrogiano e una zona umida di grande interesse naturalistico è ancora un alternarsi di spiagge e di scenari più o meno quieti, selvaggi o incontaminati, stupende calette nascoste tra ginepri e aspre scogliere, anfratti e colline boscose, stagni e piccole lagune affacciate su un mare dalla bellezza unica. Oggi questo enorme patrimonio naturalistico è ulteriormente valorizzato grazie al pieno decollo dell’Area Marina Protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo”, gestita dal Consorzio dei tre Comuni interessati: Olbia, San Teodoro e Loiri Porto San Paolo. Con i suoi 565 metri di altezza, l’isola di Tavolara domina il Golfo di Olbia, nella parte nord-orientale della Sardegna.

Visibile da ogni punto del golfo, quest’isola presenta una forma talmente particolare, che sembra cambiare aspetto a seconda del punto da cui la si osserva. Chiamata anticamente Hermaea Insula, Tavolara è un grande tavolato calcareo di forma trapezoidale che si poggia su uno zoccolo granitico, caratterizzata da pareti ripidissime e scoscese su tutti i lati, che ne rendono l’accesso difficoltoso. Unico punto d’approdo è la piccola penisola di Spalmatore di Terra, una stretta lingua di sabbia e rocce, presso la quale si trovano due spiaggette e poche case, oltre a due ristoranti e un pontile dove approdano i battelli che fanno la spola da Porto San Paolo. L’isola ha anche una sua “famiglia reale”: i Bertoleoni. Il capostipite, Giuseppe, si stabilì a Tavolara alla fine del ‘700, coltivandone la terra e vivendo delle risorse dell’isola. Gli succedette il primogenito Paolo, che Carlo Alberto di Savoia, in occasione di una visita per una battuta di caccia, nominò “ufficiosamente” sovrano dell’isola.Paolo prese sul serio le parole del re e disegnò all’ingresso della sua casa uno stemma reale; questo fatto suscitò scalpore nel resto d’Europa, tanto che, verso la fine dell’Ottocento, la regina Vittoria d’Inghilterra, saputo dell’esistenza di questo minuscolo regno di fronte alla costa sarda, mandò i suoi fotografi personali a ritrarre la famiglia dei sovrani di quel luogo. Nel museo di Buckingham Palace, a Londra, è conservata la foto della famiglia reale di Tavolara, all’interno della collezione di ritratti delle famiglie reali di tutto il mondo, con la dicitura: “La famiglia reale di Tavolara, nel golfo di Terranova Pausania, il più piccolo regno del mondo”.

Olbia, città di approdi e di integrazioni successive, deve il suo sviluppo anche alla sua “storica” e spiccata apertura nei confronti dei forestieri. Oggi è un laboratorio multietnico di vocazioni e fermenti. L’elevata vocazione turistica del comprensorio della Gallura e la conseguente esigenza di valorizzare e promuovere tutte le attività connesse al comparto, hanno indotto l’Amministrazione ad istituire ad Olbia un Polo Universitario con l’attivazione, fin dal 2001, di un corso di Laurea in “Economia e imprese del turismo”. Olbia è il perno intorno al quale ruota l’intero sistema produttivo della Gallura e, nel panorama regionale, ha ormai consolidato la sua posizione di città dinamica, caratterizzata da una forte crescita socio-economica e culturale.Ma, oggi, finalmente, la città di Olbia sembra aver acquistato un bene prezioso: l'orgoglio del suo passato. Non più da seppellire in tutta fretta per le esigenze del "nuovo che avanza" a tutti i costi e malgrado tutto, ma da valorizzare quanto più è possibile, come una grande risorsa per il futuro della "città felice".