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A Olbia la seconda Direzione Marittima della Sardegna

Alla presenza delle autorità civili e militari e degli organi di informazione, la Capitaneria di Porto di Olbia è stata ufficialmente elevata a Direzione Marittima, cui fanno capo le Capitanerie di Olbia (con l'Ufficio circondariale marittimo di Golfo Aranci e la sezione staccata di Porto Rotondo) La Maddalena e Porto Torres (con l'Ufficio circondariale di Alghero). Con decreto del Presidente della Repubblica n. 161 del 11-09-08, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 22 ottobre scorso, è stata infatti istituita ad Olbia la  seconda Direzione Marittima della Sardegna che si affiancherà a quella di Cagliari. Una variazione dovuta alla necessità di "adeguare le strutture alle effettive necessità marittime e alle esigenze locali", come si legge nel decreto 161. La Sardegna, con i suoi 1.800 chilometri di costa,  è la seconda regione italiana, dopo la Sicilia, ad avere due direzioni marittime.

Nella sede della Guardia Costiera all’Isola Bianca è avvenuto il passaggio di consegne  con la ripartizione delle competenze tra il Capitano di Vascello Cristiano Aliperta della Direzione Marittima di Cagliari e il pari grado Rodolfo De Petris, comandante della Capitaneria di Porto di Olbia e, da oggi, alla guida della neonata Direzione Marittima gallurese che avrà competenza su  circa 1000 chilometri di costa, da nord di Bosa a Capo Comino. Durante la cerimonia è stato ribadito che il riconoscimento del ruolo di Olbia, e più in generale del nord Sardegna, è indubbiamente legato al costante incremento del traffico marittimo dello scalo. Al movimento commerciale c'è poi da aggiungere l'intenso traffico turistico, dalle navi da crociere (quest'anno si è registrato un vero e proprio boom) alle imbarcazioni da diporto. Nella stessa direzione  va il nuovo assetto delle Autorità portuali che ha visto il recente ingresso di Porto Torres in quella che era l'Authority di Olbia-Golfo Aranci,  così come ipotizzato nel piano regionale che vede un assetto sui due poli nord-sud.

 Il grande fermento della portualità del nord Sardegna  è ben delineato nelle linee guida del Programma operativo triennale 2009 – 2011 per i porti di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Nuove infrastrutture, più accordi commerciali con le compagnie di navigazione per implementare le rotte da e per la Sardegna, crescita del mercato crocieristico, innalzamento del livello di sicurezza per passeggeri e operatori portuali, potenziamento delle risorse umane dell’Ente. Sono questi, in sintesi, gli obiettivi del Piano redatto dall’Autorità portuale di Olbia – Golfo Aranci – Porto Torres. Il documento di programmazione 2009 – 2011 è stato approvato, insieme al bilancio di previsione, mercoledì 5 novembre nel corso del Comitato portuale, “parlamentino” che comprende la Port Authority, l’Autorità marittima, le tre amministrazioni comunali di Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres, le Province di Olbia – Tempio e Sassari e i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori portuali. Il documento, ultimo del mandato quinquennale di Paolo Piro, presidente della Port-Authority, anticipa l’adozione del nuovo Piano Regolatore Portuale che, a breve, approderà nei Consigli comunali di Olbia e Golfo Aranci.