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Intitolata al luogotenente Tazioli la sala conferenze della Caserma dei Carabinieri

Da oggi porta il nome del luogotenente dei Carabinieri Vincenzo Tazioli la sala conferenze della Caserma in zona aeroporto. Alla toccante cerimonia hanno partecipato i familiari, il Comandante regionale dei Carabinieri Generale Carmine Adinolfi, i vertici provinciali e locali dell’Arma e numerosi rappresentanti delle istituzioni civili e militari. La figura del luogotenente Tazioli, uomo di fede, carità ed umiltà, è stata ricordata dal parroco Don Debidda che ha sottolineato  la sua semplicità e la grande disponibilità. “Anche questa Caserma, per la cui realizzazione tanto si adoperò l’allora Comandante di stazione Tazioli - ha sottolineato il Generale Adinolfi - è una testimonianza concreta del suo impegno, della  sua capacità e della sua appassionata dedizione, sempre   al servizio dell’Arma  dei Carabinieri e della comunità”. La vedova e i figli  del maresciallo Tazioli (lui amava essere chiamato così) hanno donato alla Caserma dei Carabinieri di Olbia un dipinto collocato nella sala a lui intitolata.

Il Capitano Luigi Bramati ha ripercorso la lunga carriera del luogotenente morto a 62 anni, il 6 maggio del 2005,  appena pochi mesi dopo essere andato in pensione. Congedandosi dai suoi uomini, umilmente, come era nel suo stile, Tazioli disse: “Ho sempre cercato di dare il meglio in ogni momento e in ogni campo. Non so se ci sono riuscito”. Il suo è stato un insegnamento continuo ed importante. Amava stare tra le gente sostenendo che “il territorio in cui si lavora si conosce anche ascoltando le persone e i loro problemi”. Quarantadue anni nell’Arma, aveva trascorso gli ultimi 15 al comando della stazione di Olbia. Ma era anche uno sportivo, appassionato di calcio e ciclismo, sempre in prima linea per organizzare iniziative benefiche e molto attivo nel Comitato Gregorio.

Intensa la sua attività lavorativa: prima di Olbia, la polizia giudiziaria di Tempio e, prima ancora, Dorgali, Siniscola e altri paesi del Nuorese. Aveva ricevuto un encomio solenne, negli anni 70, per la cattura di un latitante. Lo scorso gennaio, dal Ministero della Difesa, è arrivato un significativo riconoscimento, sotto forma di una Croce di bronzo al merito dell’Arma dei Carabinieri, consegnata alla famiglia di Vincenzo Tazioli. Nell’attestato si ricordano “le sue pregevoli doti umane e intellettuali, i suoi spiccati requisiti morali e culturali, l’eccellente preparazione professionale, l’altissimo senso del dovere e il non comune spirito di iniziativa”.