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Lotta ai topi sull’isola di Molara: intervento dal cielo e da terra, il primo in Europa
Lo scorso 21 ottobre si è concluso l’intervento di eradicazione del ratto nero (Rattus rattus) dall’isola di Molara, iniziato nel mese di settembre, cofinanziato dalla Comunità Europea attraverso i fondi destinati alla Rete Ecologica Regionale programmati nel POR Sardegna 2000-2006. Le modalità e gli obiettivi della complessa operazione sono stati illustrati da Gianni Giovannelli e Augusto Navone, rispettivamente Presidente e Direttore dell'A.M.P. di Tavolara Punta Coda Cavallo. L’iniziativa è finalizzata alla tutela delle specie nidificanti all’interno dell’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo. In particolare, il ratto nero, mammifero introdotto sulle isole dall’uomo, fa razzia di uova e pulcini della berta minore mediterranea. Ma, proprio le isole di Molara e Tavolara, sono stati riconosciuti come i siti di riproduzione di maggior importanza, a livello mondiale, di questa specie molto rara. L’Area Protetta, essendo responsabile della gestione di circa metà delle coppie di berta minore mediterranea esistenti al mondo, deve garantire ogni sforzo per la loro tutela. Inoltre, il ratto nero è coinvolto nella trasmissione all’uomo e al bestiame di numerose malattie, fra cui la leptospirosi, la toxoplasmosi, la febbre bottonosa mediterranea e il tifo endemico. Si vogliono quindi evitare rischi sanitari considerati i numerosi turisti che, durante la stagione estiva, frequentano i litorali dell’isola, infestata, fino a qualche giorno fa, da migliaia di topi. L’intervento, il primo di questo tipo realizzato in Europa, si è basato su metodologie già sperimentate da diverso tempo all’estero, utilizzate soprattutto in Nuova Zelanda e negli Stati Uniti, che prevedono la distribuzione di esche topicide per via aerea. Su Molara, circa 300 ettari sono stati interessati dalla distribuzione via elicottero mentre altri 50 ettari frequentati dall’uomo, come le zone costiere, o interessati dalla stabulazione del bestiame presente sull’isola, sono stati trattati via terra. Nei due interventi aerei sono state distribuite esche in pellet contenenti anticoagulanti di seconda generazione, mescolati a preparati a base di cereali, appositamente studiati per risultare di massima appetibilità per il ratto nero, ma di ridotto impatto per l’ambiente, oltre che velocemente deperibili. In totale sono stati distribuiti 350 grammi di principio attivo per l’intera isola, poco più del peso di un ratto adulto. L’intervento è stato predisposto alla luce dei risultati del monitoraggio triennale dell’avifauna marina nidificante, condotto dal Consorzio di Gestione dell’A.M.P. di Tavolara con la supervisione scientifica dell’ I.S.P.R.A. (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che ha svolto il coordinamento scientifico anche per le operazioni di eradicazione. L’indagine, svolta nelle annualità 2006, 2007 e 2008, aveva sottolineato come, a Molara, il ratto nero fosse in grado di annullare il successo riproduttivo della berta minore, predando tutte le uova e/o i pulcini prima dell’involo (100% dei nidi ispezionabili predati nel 2006 e 2007). I segnali attuali, sebbene siano passati solo pochissimi giorni dalla conclusione dell’intervento sono già positivi. Questo significa che, quest’anno, ciascuna delle almeno 300 coppie di berta minore dell’isola, vedrà nuovamente il proprio pulcino prendere il volo.
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