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Dee Dee Bridgewater conquista Olbia

Dee Dee Bridgewater, accompagnata da una band di musicisti straordinari, ha entusiasmato il grande pubblico che ha affollato la piazza del Comune. Una sapiente miscela di musica e intrattenimento ha caratterizzato il magnifico concerto che l’ha vista protagonista sul waterfront di Olbia. La cantante statunitense, nata a  Memphis nel 1950, è considerata una delle poche eredi delle migliori voci femminili del Jazz. Nei primi anni 70 cantò con l'Orchestra di Thad Jones e Mel Lewis, e collaborò contemporaneamente con artisti del calibro di Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Max Roach e Sonny Rollins. Nello stesso periodo fece un'importante esperienza cantando nel musical The Wiz, per il quale meritò un Tony Award.

Sposata al trombettista Cecil Bridgewater, ebbe la completa maturazione artistica e i primi prestigiosi riconoscimenti a livello di critica e di pubblico dopo essersi trasferita in Francia all'inizio degli anni '80. Nel tempo ha saputo imporsi come raffinata interprete di un vasto repertorio che spazia dagli standard alle tendenze più recenti, con un particolare apprezzamento per il suo modo di reinterpretare il repertorio di Billie Holiday e di altre celebri cantanti del passato. Nella sua esibizione sul palcoscenico di Olbia, Dee Dee Bridgewater ha proposto le sue canzoni più famose; tra queste: Till The Next Somewhere (1989), cantata assieme a Ray Charles. In Italia la notorietà presso il grande pubblico le arrivò con la partecipazione a due edizioni del Festival di Sanremo.

Nel 1990 vinse assieme ai Pooh con la versione in inglese di Uomini soli (Angel Of The Night), e nel 1991 si qualificò terza cantando assieme a Marco Masini Perché lo fai (Just Tell Me Why). In questi ultimi anni Dee Dee Bridgewater ha ricercato le sue radici avvicinandosi alla musica del Mali durante un primo viaggio nella “terra madre” nell’agosto del 2004 assieme a Jean-Marie Durand e alla loro guida “le guerrier” Cheick Tidiane Seck, un pilastro della musica Maliana. La scintilla è scoccata qualche anno prima a seguito dell’esperienza con l’incisione del cd “Love and peace: a tribute to Horace Silver” del 1996. In quella occasione si è acceso per la prima volta in Dee Dee il desiderio di ritornare alla fonte delle percussioni, ai ritmi sincopati africani. Il suo nuovo progetto è quello di mescolare la tradizione strumentale del Mali con quella vocale del black American Jazz. Dee Dee Bridgewater, a livello internazionale,  è una delle più rinomate e raffinate voci femminili, una delle poche cantanti contemporanee che possono aspirare all’eredità delle regine del jazz. Un'interprete completa, capace di passare da pregevoli esibizioni in trio a concerti con orchestra, dal teatro-musicale a folgoranti incursioni nel pop. Qualunque canzone affronti, Dee Dee Bridgewater (sulle orme della Fitzgerald) non dà mai l'impressione di considerarla meno che un capolavoro.

Da Weill a Gershwin, da Porter fino all'immortale repertorio di Billie Holiday, tutto viene proposto prima operando un'attenta rilettura della linea melodica che viene personalizzata ma non snaturata; poi attraverso un'elaborazione degli arrangiamenti che dà risalto al tempo stesso alla natura brillante, profonda, penetrante della voce della Bridgewater e alle sue eccellenti capacità improvvisative. In questo senso, possiamo oggi dire che la cantante di Memphis rappresenta una sorta di sintesi della vocalità jazzistica e di quella popolare.  Sul palco di Olbia, ancora una volta, Dee Dee Bridgewater ha espresso in modo magistrale,  la poderosa tecnica di una delle più belle voci del jazz contemporaneo.