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Resti di due case romane rinvenute in via delle Terme
Il sottosuolo della città continua a restituire preziose testimonianze del passato. Durante i lavori in corso di realizzazione (Ditta Pana, committente il Comune di Olbia, Dir. Lav. Ing. A. Zanda, archeologo sul campo G. Pisanu), tra via Porto Romano e via delle Terme sono affiorati i resti di 2 ambienti d’abitazione d’età romana. Ruben D’Oriano ha illustrato alla stampa l’interessante doppia scoperta, così spiegata dallo stesso archeologo. “E’ stata riportata alla luce la porzione di un pavimento in opus spicatum, cioè realizzato con mattoncini posti in opera a spina di pesce. Le lacune corrispondono all’alloggiamento di piccole colonne. La tipologia del pavimento e la presenza di colonne indicano la pertinenza dell’ambiente a un edificio di spicco. La pietra circolare di granito con incavo conico è di incerto utilizzo. Rinvenuto anche un ambiente rettangolare con muri in granito e pavimento in opus caementicium (impasto di malta e frammenti di laterizi arricchito con tessere di calcare per ottenere un cromatismo rosso-bianco). In origine le pareti interne erano regolarizzate con intonaco e arricchite con cornici di stucco (alcuni frammenti sono crollati sul pavimento) che indicano anche in questo caso la pertinenza dell’ambiente a un edificio notevole. Ancora una volta emerge con chiarezza che la città antica giace ben conservata a poche decine di cm dagli attuali piani di calpestio. E, ancora una volta, emerge con chiarezza che la salvaguardia del patrimonio archeologico non è sinonimo di blocchi o impossibilità di realizzare i lavori: i sottoservizi in progetto vengono realizzati ponendo attenzione a quanto rinvenuto”.
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