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“Giustizia e legalità”: testimonianze di vita e di morte all’Expò

“Giustizia e legalità” al centro di un convegno svolto nei giorni scorso all’Expò, organizzato dal Meetup 323 Amici di Beppe Grillo. Protagonisti dell’incontro: Pino Masciari, imprenditore calabrese costretto a vivere sotto scorta per aver denunciato la’ndrangheta e tutte le sue collusioni; Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia a Palermo nel 1992, e Benny Calasanzio, giovane giornalista a cui la mafia ha ucciso il nonno e uno zio. I tre uomini stanno girando l’Italia per diffondere le loro testimonianze nel tentativo di smuovere gli animi e risvegliare le coscienze. Masciari, Borsellino e Calasanzio sono stati accolti dai rappresentanti delle istituzioni.

 Il convegno, infatti, ha ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia. Il presidente Pietrina Murrighile e il sindaco Gianni Giovannelli hanno partecipato ai lavori seguiti anche dal  Prefetto Paolo Guglielman e dai comandanti provinciali di carabinieri, guardia di finanza e polizia.  “Olbia è una città in continuo e forte sviluppo - ha dichiarato il Sindaco Giovannelli - è quindi giusto riflettere su come sia possibile coniugare una crescita simile con un corretto senso civico che ci porti a respingere le tentazioni e le infiltrazioni vivendo nella legalità”. “Ogni persona in più che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno”, ha ribadito Pino Masciari che, da tempo, sta combattendo una battaglia per poter tornare a una vita normale e non sentirsi più un morto che cammina.

“Ho deciso di collaborare con lo Stato perché ci credevo e ci credo ma, dopo undici anni, hanno tolto a me e alla mia famiglia il programma di protezione. La scorta mi è concessa solo quando mi sposto per occasioni come questa. Vivo col terrore di essere ucciso; ho denunciato, ho fatto ciò che per dovere civico si deve fare e, per questo, ho perso tutto”, ha aggiunto Masciari che, da tempo, gira l’Italia per raccontare la difficile sopravvivenza in una realtà dove lo Stato non sempre assicura la protezione a chi sceglie di non piegarsi a un sistema fatto di corruzione e illegalità.  Benny Calasanzio ha ricostruito la storia di dignità di suo zio e suo nonno prima minacciati e poi uccisi dalla mafia.  “Di mio fratello riempiono le serate con le fiction - ha detto Salvatore Borsellino – ma ciò  che ha fatto veramente, le sue denunce scomode, non ve le racconta nessuno.”