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Nuove tecniche e prevenzione tra luminari a confronto e maxi screening in Gallura
Riuniti ad Olbia dal 28 al 30 aprile i maggiori uroginecologi del mondo in un corso organizzato, per la prima volta in Sardegna, dall’A.I.U.G., in collaborazione con l’Asl n°2. Nella sala convegni del Melià, dopo il saluto del Sindaco Gianni Giovannelli, sono iniziati i lavori ai quali partecipano esponenti di spicco del panorama internazionale. Presenti, tra gli altri, Mickey Karram, del Good Samaritan Hospital di Cincinnati e Renaud de Tayrac, dell’Università di Parigi Ovest. “Durante il meeting – ha spiegato Antonio Rubattu, responsabile del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia – discuteremo ed analizzeremo i progressi raggiunti dalla scienza nella correzione dei difetti del pavimento pelvico che, sempre più spesso, vedono l’impiego della chirurgia protesica piuttosto che quella chirurgica”. Al corso internazionale “Nuovi orientamenti clinici in uroginecologia” si affianca il Meeting annuale del Club Triveneto di Urodinamica. Grazie al collegamento attivato tra il centro congressi del Melià e il nuovo ospedale “Giovanni Paolo II”, è possibile anche assistere “in diretta” alle operazioni chirurgiche effettuate su quindici pazienti. I disordini del pavimento pelvico (che comprendono disfunzoni e incontinenza urinaria) interessano oggi il 20-30% delle donne al di sopra dei 40 anni e creano disagi e cambiamenti notevoli nella vita di tutti i giorni. Nel Comitato Organizzatore del corso figura il dott. Antonio Azzena, nato ad Olbia, attualmente primario del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale di Conegliano, considerato un centro di eccellenza e di riferimento per il Nord Italia. ***
“Questo è il primo screening realizzato a Olbia - ha dichiarato il manager Giorgio Lenzotti - per renderlo maggiormente efficace vogliamo condividerlo sia con i medici che con gli amministratori. Grazie a questo confronto riusciremo ad apportare le modifiche al progetto al fine di sensibilizzare il maggior numero di donne possibile”. La Asl di Sassari e quella di Olbia sono state individuate dall’Assessorato regionale alla Sanità come Asl pilota per la realizzazione, l’organizzazione e la gestione del primo programma di screening per la diagnosi precoce del tumore alla mammella in Sardegna.
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