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Mario Fois:  dal Man di Nuoro alla Home Gallery di Germana Olivieri

Con “sette + quattro” la mostra personale del pittore nuorese Mario Fois, la Home Gallery di Germana Olivieri al  civico 19 di via Acquedotto Romano ha messo a segno un altro, grande  successo. Protagonisti dell’appuntamento: undici quadri ispirati ai sette peccati capitali e un’installazione dal titolo “1/60”, presentata per la prima volta nella Sala 1 del Museo MAN di Nuoro lo scorso dicembre. Piccoli riquadri incasellati nelle loro teche trasparenti che li isolano e proteggono, parti di un tutto in via di definizione dove la vibrazione e il movimento sono i comuni denominatori. I moduli si susseguono a comporre un assemblaggio minimale dai cromatismi brillanti e funzionano come megapixel di un universo che si espande alla ricerca di nuove simmetrie, frammenti a se stanti e autosufficienti. Da sempre il tentativo di interpretare i sette peccati capitali ha influenzato vari settori dell’arte, dalla pittura, alla danza, alla letteratura, al cinema.

Ma se dal Medioevo in poi i peccati sono visti come un’opposizione della volontà umana alla volontà divina, oggi la differenza tra vizi e virtù perde importanza, poiché i vizi, come le virtù, sono sfaccettature riconosciute e accettate della nostra società, le cui contraddizioni sono all’ordine del giorno.  Il + quattro di Mario Fois diventa, dunque, una provocazione che tende a evidenziare ulteriori “peccati” del nostro tempo: la violenza, l’intolleranza, l’ignoranza, lo spreco, per l’artista rappresentano i veri mali del mondo ed egli ne fa una sintesi pittorica. Rigorosamente su sfondo nero, il colore prende forma, si mischia, diventa liquido e poi solido, fuoriesce con slancio passionale dal supporto, tanto da poter essere percepito col tatto. Si evince uno stato emotivo fortissimo determinato da una spiccata sensibilità per le grandi problematiche della terra, che invita l’osservatore a non restare indifferente e vittima dell’ “accidia” dilagante. Germana Olivieri, periodicamente apre la sua casa, grazie anche alla disponibilità e alla sensibilità della famiglia Orecchioni, proprietaria del palazzetto,  per accogliere le creazioni di giovani  e talentuosi artisti di cui cura personalmente le esposizioni che restano allestite per una sola serata. “via acquedotto romano, 19” è un progetto no profit che vuole creare momenti di incontro e confronto intorno all’arte.

La prima volta, il 30 giugno 2007, ad ospitare quadri e sculture di vari artisti, erano state le scale e la terrazza di Germana Olivieri, rientrata ad Olbia dopo  un Master in Comunicazione e Pubbliche Relazioni e prestigiose collaborazioni con  il Piccolo Teatro, Spoleto Festival e World Youth  Orchestra. Altrettanto successo ha riscosso la seconda mostra, organizzata lo scorso mese di ottobre, con i dipinti di  Stefano Sanna, nato nel 1975 a Benin City in Nigeria, da padre italiano e madre svizzera. Anche il terzo appuntamento nell’accogliente home gallery con la giovane artista Chiara Scarfò, agli inizi di dicembre, ha suscitato grande interesse e curiosità.