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Gruppo Folk di Olbia: festeggiati i trent’anni di attività

Il Gruppo Folk di Olbia, compiuti i trent’anni di attività,  si apre alla città per diffondere le tradizioni tipiche del luogo e per evitare che, nel mondo globalizzato, ci si dimentichi della propria storia. Era il 1° marzo del 1978, quando il Gruppo ha cominciato a riunirsi dando vita ad una realtà che, col tempo, si è sviluppata a tal punto da portare il nome della città di Olbia in giro per tutta Europa.  La presidente Ines Pinducciu ha  spiegato le finalità del Gruppo: “In questi trent’anni abbiamo assistito e partecipato al cambiamento della nostra città.  Olbia è diventata una città multietnica; i tempi sono cambiati, si corre sempre e si ha sempre meno tempo da dedicare agli altri. Per questo è importante non dimenticare la propria storia.

Le origini del nostro territorio sono importanti ed è giusto mantenere sempre vivo il ricordo delle tradizioni che dovrebbero essere tramandate di padre in figlio proprio per impedire alla globalizzazione di cancellare le nostre origini”. Nel corso di questi trent’anni, all’interno del Gruppo, si sono avvicendate diverse generazioni ed ora il Direttivo propone un’ulteriore apertura  verso la città. “Per crescere ancora e far conoscere in giro per il mondo le tradizioni del popolo olbiese siamo disponibili ad accogliere nuovi ballerini, nuovi iscritti o solo simpatizzanti che abbiano il piacere di imparare le danze olbiesi”, ha aggiunto Pinducciu.


Tra i balli maggiormente richiesti c’è sicuramente lo Scottis, il ballo che in Sardegna contraddistingue la Gallura, di probabile origine nordeuropea, entrato nella tradizione popolare gallurese da alcuni secoli. La presidente del Gruppo Folk di Olbia  ha ricordato che “i galluresi ballavano spesso: rientra nella nostra cultura del fare festa e dello stare insieme. Questa abitudine, tipica della civiltà degli stazzi, si stava perdendo. Noi, trent’anni fa, abbiamo evitato che scomparisse; grazie alla preziosa collaborazione degli anziani siamo riusciti a rispolverare il ballo e anche le musiche. In questi anni sono stati formati numerosi bravi ballerini e anche virtuosi  suonatori. Un tempo ogni occasione era buona per ballare, lo scottis era presente durante la vendemmia, la mietitura e quando si macellava un animale. Sempre lo scottis era usato dai nostri nonni quando si costruiva una casa per livellare il pavimento delle stanze. Non è giusto che tutto questo scompaia”. Tutte le persone che fossero interessate o avessero bisogno solo di informazioni possono presentarsi il martedì e il giovedì, dalle ore 21 in poi, nella sala di via Porpora, 3 (traversa di via Barcellona).