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Decine di telefonate allo Sportello Legale Antiviolenza della Asl di Olbia

In appena sette mesi di attività lo Sportello Legale Antiviolenza della Asl di Olbia ha ricevuto decine di telefonate; tra queste quelle di otto donne che hanno usufruito dell’assistenza legale. Tre, in seguito a questo sostegno, hanno deciso di lasciare il tetto coniugale e procedere legalmente contro il compagno. La violenza, subita a tutte le età e all’ interno di ogni ceto sociale, viene messa in atto, nella stragrande maggioranza dei casi, da familiari e conoscenti. La Gallura non è immune dal problema. Le donne che si sono rivolte allo sportello di via Nanni (una segreteria telefonica è a loro disposizione 24 ore su 24 al numero 0789/552628) hanno mediamente tra i 40 e i 50 anni e provengono dal ceto medio con un livello di istruzione alto. Le tre che hanno deciso di lasciare la casa coniugale erano le uniche “indipendenti” dal punto di vista economico.

“Il problema anche in Gallura è il sommerso: purtroppo non abbiamo le strutture per accogliere le donne che decidono di ribellarsi alla violenza e lasciare il compagno. Solo per questa ragione spesso le donne tacciono e subiscono; a volte la violenza non viene solo dal marito o dal compagno ma anche dai figli”. La dichiarazione è di Liliana Pascucci, la responsabile dello sportello Antiviolenze della Asl di Olbia. “Ci stiamo attivando, ma abbiamo bisogno dell’aiuto delle amministrazioni locali e del territorio, per poter aprire dei centri che siano in grado di ospitare le donne coi loro figli. Vogliamo dire alle donne che noi ci siamo e siamo pronti a dar loro una mano”, sottolinea la Pascucci. Quello della violenza sulle donne, consumata quasi esclusivamente fra le mura domestiche, è un problema ancora troppo sottovalutato.

La prima dimostrazione è nella  mancanza di dati aggiornati. All’Ufficio statistico della Prefettura di Cagliari nel 2000, risultavano in Sardegna 479 denunce per violenza, anche sessuale, e maltrattamenti: di queste 183 a Cagliari, 179 a Sassari, 59 a Oristano e 58 a Nuoro. Un’ indagine dell’Istat, pubblicata nel febbraio 2007, ha stimato che sono 6 milioni 743 mila le donne italiane tra i 16 e 70 anni che, nel corso della vita, sono state vittime di violenza fisica o sessuale. Nel 14,3% dei casi la violenza sarebbe stata perpetrata dal compagno o dal marito all’interno delle mura domestica. Nella quasi totalità dei casi (il 93% se la violenza è del partner), l’evento non viene denunciato. Non solo violenza sessuale, ma si parla anche di maltrattamenti, persecuzione, ricatto economico, violenza psicologica e molestie.

“Il Consiglio regionale - ha aggiunto Liliana Pascucci - riconoscendo che si tratta di una «violenza di genere» e di un attacco alla inviolabilità della persona, ha approvato la legge per l’istituzione di centri e case di accoglienza per le donne vittime di violenza, impegnandosi concretamente a sostenere le donne e i loro figli minori. Per l’attuazione della legge sono stati stanziati 1,2 milioni di euro per il 2008 e 1,8 milioni per ciascuno degli anni successivi. Dobbiamo lavorare insieme per il nostro territorio al fine di donare alle nostre donne un’alternativa alla violenza. Una donna sola, dipendente anche economicamente dal compagno, non riuscirebbe a lasciarlo se non siamo in grado di offrire un’ alternativa a lei e ai suoi figli minori.  Il nostro sportello, in appena sette mesi di attività, ha sentito tante donne, ma poche, appena otto, sono quelle che hanno deciso di andare avanti richiedendo il sostegno legale. Il nostro obiettivo è crescere e diventare il punto di riferimento delle donne vittime di violenza della Gallura”. Queste devono essere informate sui loro diritti e sulle opportunità legali di cui possono disporre. Nel caso decidessero di procedere, legalmente, lo sportello legale Antiviolenza della Asl di Olbia, sempre nel rispetto dell’anonimato, fornisce anche il gratuito patrocinio.

Sede
Sportello legale antiviolenza
Consultorio Familiare
IV piano, Via Nanni, 2, Olbia
tel. 0789 552628