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“Il ginepro di Elia”: il nuovo libro di Don Delogu presentato nella Chiesa de La Salette

Presentazione con tavola rotonda, nella Chiesa de La Salette,  del nuovo libro di Don Giuseppe Delogu intitolato  “Il ginepro di Elia”. La storia si svolge nell’arco degli ultimi trent’anni e, oltre a raccontare la vicenda umana e religiosa del potagonista, rappresenta uno “spaccato” di Olbia e  della sua comunità, descrivendo, in particolare, la metamorfosi del quartiere Ospedale.
Alcuni brani dell’opera sono stati letti da Tino Scugugia in una serata ricca di emozioni e preziose testimonianze intramezzate dai canti del Coro “Lorenzo Perosi”, fondato e diretto dallo stesso Don Delogu. Mons. Sebastiano Sanguinetti ha parlato della figura del Vescovo nella comunità cristiana mentre Don Andrea Raffatellu ha ripercorso la sua personale esperienza  soffermandosi sul ruolo del prete in una parrocchia. Sulla predicazione religiosa è intervenuto il giornalista Alfonso De Roberto che ha ricordato l’enciclica di papa Ratzinger.

E’ stato lui a definire il “Vangelo una comunicazione che produce fatti e cambia la vita”.  Molto significativa anche l’esperienza dei preti operai vissuta, in tempi ormai lontani, da Ignazio Demuro, altro protagonista dell’affollato incontro. Graziella Sanna, Salvatore Zappadu e Mauro Putzu hanno rivelato, con le loro toccanti parole, quanta serenità ed appagamento può dare la fede. Propositivo il discorso del Sindaco Gianni Giovannelli, chiamato ad esprimersi sulle possibili e necessarie collaborazioni tra gli enti pubblici e la chiesa. “Comune e Parrocchie - ha dichiarato il Sindaco -  possono collaborare in modo anche nuovo per attuare iniziative e  progetti mirati alle effettive emergenze di una comunità che per crescere veramente, quindi sotto l’aspetto morale e culturale oltre che materiale, necessita di  maggiore attenzione, ascolto e sostegno. Propongo un  “tavolo di lavoro” paritetico, con la presenza di referenti dell’Amministrazione Comunale (Servizi Sociali, Osservatorio sulla Dispersione, InformaGiovani, Assessorato alla Cultura e all’Ambiente) e delle parrocchie cittadine. Gli incontri servirebbero anche a prevedere progetti e percorsi in favore di minori a rischio. Sono convinto che, altrettanto valida ed efficace, potrebbe rivelarsi una più stretta collaborazione tra Ente Locale e Chiesa nell’assistenza alle famiglie in difficoltà.

Vi sono casi in cui, per vergogna, paura, omertà, ignoranza o degrado, situazioni penose diventano irrecuperabili. Il membro “debole” della famiglia potrebbe trovare un doppio sostegno e maggior conforto se accanto alla figura laica (assistenti sociali, medici,  infermieri, volontari, psicologi ecc.) ci fosse un religioso o una religiosa. Casi di maltrattamenti, violenze, abusi sessuali, tossicodipendenza e alcolismo all’interno dei nuclei familiari, sono purtroppo frequenti anche nella nostra città. I minori, gli anziani e le donne, in determinati contesti, spesso si trovano senza via d’uscita. La struttura dei Servizi sociali del Comune e le associazioni di volontariato non sempre riescono a tenere sotto controllo le realtà più degradate. Queste, quasi sempre, si auto-emarginano anche dalla Chiesa, oltre che dalla scuola. A questo punto, per riuscire a recuperare queste persone, a volte intere famiglie, è indispensabile portare avanti un’azione coordinata dove ognuno deve fare la sua parte”. L’invito di Gianni Giovannelli è stato rilanciato da Suor Luigia Leoni che ha ribadito l’importanza del lavoro di squadra per trovare soluzioni alle tante emergenze di degrado e povertà che affliggono il territorio.