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Una tomba con tre urne in piombo rinvenuta in via Fera

Ancora una volta degli scavi, effettuati per lavori di manutenzione sulla rete idrica, hanno riportato alla luce preziose testimonianze del passato di Olbia. L’ultimo, recentissimo rinvenimento è avvenuto in via Fera, nel rione San Simplicio. Gli archeologi della Soprintendenza, coordinati da Rubens D’Oriano, hanno scoperto una tomba a camera, scavata nella roccia, risalente al II secolo avanti Cristo, costituita da tre ciste cinerarie di piombo (piccoli ambienti di sepoltura quadrati o rettangolari, a forma di scatola) contenenti ciò che resta delle ossa dopo l’arsione del cadavere.

 Intorno alle urne, sono stati recuperati resti di anfore di terracotta che,  probabilmente, segnalavano l’ingresso della tomba. “Le ciste cinerarie risalgono al periodo in cui Olbia era ancora cartaginese - ha spiegato D’Oriano - La Sardegna, e quindi anche Olbia, furono conquistate dai romani nel 238 a.C. ma, per più di un secolo, la città rimase cartaginese nelle usanze.

Questi rinvenimenti denotano già una certa influenza romana a dimostrazione che, ad Olbia, iniziava a diffondersi la cultura dell’Impero”. I reperti, di  notevole valore storico e archeologico sono stati ritrovati ad appena un metro sottoterra nel corso dello scavo dell’Esaf, seguito con attenzione dall’archeologo Giuseppe Pisano. Le urne cinerarie di piombo, in buono stato di conservazione, saranno prima esaminate dai responsabili della Sovrintendenza e poi trasferite al Museo.