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Missione africana compiuta per Francesco Gambella, testimonial Amref
E’ appena rientrato ad Olbia da Nairobi, il campione di kayak estremo Francesco Gambella (romano d’origine e olbiese d’adozione) che ha portato a compimento la sua impresa, come lui stesso racconta: “Ho praticamente concluso il progetto del Giro d’Italia, iniziato lo scorso anno con un reportage - visita ai progetti di Amref in Kenya e Tanzania. Nei 64 giorni di navigazione lungo le coste italiane ho raccolto 29 mila dollari e sono tornato in Africa per consegnare l’assegno. Questo è avvenuto durante una bellissima cerimonia nel centro intitolato a Michael Wood (fondatore dei Fliyng doctors e di Amref) a Nairobi. Ad accoglierci è stata la direttrice di Amref Kenya, in compagnia di alcuni dottori volanti. Una cifra, quella devoluta, che servirà a finanziare l’operato dei medici e quindi a salvare vite umane. Verranno istruite nuove figure sanitarie a sostegno dei dottori specialisti durante gli interventi chirurgici nelle zone remote. Una volta formati, questi sanitari potranno anche gestire autonomamente operazioni chirurgiche standard.
Dopo il ricevimento abbiamo visitato Masinga Dam, un lago sul quale si allena la Nazionale keniota di canoa. Gli allenamenti si svolgono con l’appoggio di una truppa di rangers che, a bordo di un motoscafo, pattugliano lo specchio acqueo abitato da coccodrilli ed ippopotami. Partecipare attivamente ad un loro allenamento è stato a dir poco entusiasmante. Così come lo è stato ascoltare la storia di Joyce Matipe, ragazza Masai che ha lasciato la sua comunità con la figlioletta di 7 mesi per intraprendere la carriera sportiva ed allenarsi in vista delle qualificazioni per la coppa d'Africa di canoa, che si terrà a gennaio a Nairobi e da lì per le prossime Olimpiadi di Pechino 2008. Con gli sportivi della nazionale keniota, nel novembre 2008, intraprenderò una nuova sfida, percorrendo il tratto d’acqua da Mombasa a Malindi in kayak. Con noi ci sarà anche Daniele Scarpa campione olimpico.
E’ un’impresa da 180 km in 3 giorni, che farò dormendo sulle splendide spiagge africane dove il mare, il lago e il fiume sono considerati, per certi versi, nemici dell’uomo. Infatti, secondo alcune leggende lì vivrebbero degli spiriti maligni. Della spedizione, sulla scia del progetto avviato ad Olbia e ancora prima, nelle mie esperienze a Roma, farà parte anche un disabile di Mombasa (colpito da poliomielite) che ha iniziato a fare canoa come riscatto sociale nei confronti di una società, quella africana, secondo la quale un portatore di handicap viene considerato posseduto dal male e quindi abbandonato. Un’importante visita è stata fatta anche ad un progetto Amref sul Kilimangiaro, dove, grazie ad Amref italia, su richiesta della comunità Masai, è stata costruita una scuola. Tornerò in Africa il prossimo maggio per organizzare (insieme al Segretario Generale della Federazione Keniota di Canoa) la Mombasa – Malindi, che servirà, oltre a promuovere lo sport della canoa, anche a raccogliere fondi per un progetto a Malindi”.
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