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In mostra a Banari gli allestimenti di Gianni Polinas
Prestigiosa partecipazione dell’artista olbiese Gianni Polinas alla mostra d’arte moderna e contemporanea “Identità e differenze del ‘900”, allestita a Banari presso la Fondazione Logudoro Meilogu. L’esposizione, inaugurata lo scorso 30 giugno e chiusa il 30 settembre, ha segnato il felice debutto della nuova galleria, costruita nei pressi della sede storica della Fondazione, nonché abitazione e studio del pittore-mecenate Giuseppe Carta. Due i percorsi della mostra che ha ospitato, riscuotendo un eccezionale successo, oltre 110 opere di altrettanti celebri autori. Tra questi: Uncini, Vedova, Warhol, Schifano, Picasso, Sironi, Merz, Mondrian, Balla, Klee, Cucchi, Carrà, Morandi, Pistoletto, Severini, Magritte, Guttuso. Nella parte antica del palazzo, la Fondazione ha fortemente voluto la presenza di tre artisti sardi, già affermati nel panorama dell’arte contemporanea per l’originalità dei loro linguaggi: Genesio Pistidda, Giovanni Sanna e Gianni Polinas. L’allestimento, curato personalmente dagli stessi artisti, ha seguito un filo logico e suggestivo, tra i temi proposti e gli spazi del museo. In sintonia con i suoi precedenti interventi, legati all’ambiente, Gianni Polinas ha creato un un allestimento che dal patio conduceva al cuore del palazzo.
Il pubblico, già incantato dai capolavori dei grandi maestri, in mostra nel primo percorso, ha apprezzato moltissimo, nello spazio dedicato agli artisti sardi, gli originali allestimenti di Polinas. A cominciare dalla parete di pietre a vista ricoperta di poesie, scritte su carta riciclata, fino alla grande ciotola che evoca l’interno di una grotta sul mare, passando per una valigia bianca, foglie di specchi che contengono parole, quadri polimaterici nei quali sabbie, ceramica, legni, si sposano in tutte le varianti del blu e uno dei suoi fantastici libri. Polinas, infatti, dal 2002 inizia a " ricostruire" vecchi libri, sostituendo le parole con la materia e attribuendogli un concetto sempre diverso. L’eclettico artista olbiese, in questi anni, ha creato numerose installazioni, costruite nei luoghi degli incendi, utilizzando fili spezzati e riannodati, fiammiferi spenti, cenere chiusa in sacchetti di plastica. Nelle sue opere, Polinas lancia messaggi pieni di forza e di emozione contro le violenze subite dalla natura. Lo fa, unendo manualità ed arte, con estrema naturalezza, fantasia ed uno stile inconfondibile dove, ad essere esaltata, è sempre l’armonia tra materiali, simboli, colori e allegorie. |
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