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Riattivato il progetto per la gestione dei siti archeologici
A partire dalla seconda settimana di luglio l’Amministrazione comunale ha riaffidato alla Cooperativa Iolao la gestione delle seguenti aree archeologiche: Pozzo Sacro nuragico di Sa Testa; Tomba di Giganti Monte ‘e S’Abe (Età nuragica); Nuraghe Riu Mulinu o Cabu Abbas; Resti di Acquedotto e cisterna di epoca romano-imperiale in loc. Sa Rughitta. Per i primi tre siti è prevista la gestione con accompagnamento tutti i giorni della settimana, dalle ore 9.00 alle 19.00, a partire da settembre. Il quarto dei tre siti è visitabile con accompagnamento solo su prenotazione di almeno 5 visitatori. Prezzo del biglietto: 2.50 euro; 2.00 euro biglietto ridotto; 6 euro biglietto cumulativo per i quattro siti.
Ad oggi, i siti più richiesti sono il pozzo sacro ed il nuraghe, con punte massime di oltre cinquanta visitatori ciascuno al giorno. Per l’archeologo Agostino Amucano, “ i semi gettati negli anni scorsi cominciano a produrre i loro frutti: importante il passaparola fra turisti; notevole anche l’afflusso dei visitatori che arrivano grazie al portale web del Comune di Olbia dove sono segnalati i monumenti storici più rappresentativi”.
Durante l’incontro con i giornalisti è stato inoltre ribadito il buon riscontro seguito al fatto di “essere andati per tre anni a rappresentare il Comune di Olbia alla Fiera del Turismo Archeologico a Paestum, contattando tour operators, editori italiani e stranieri di guide e mappe turistiche”. Alla conferenza stampa hanno partecipato i neo-assessori Cassitta, Piro, Sanna e Cocciu che hanno evidenziato la necessità di sensibilizzare maggiormente le scuole attraverso un’iniziativa mirata alla valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio archeologico.
Il progetto-gestione aree archeologiche, che si avvale di un finanziamento comunale quantificato in 117 mila euro, attualmente offre lavoro a dieci operatori. Gli accompagnatori, quando non possiedano già un titolo di laurea in archeologia, sono formati con cura. “Da loro ci attendiamo un’attenzione particolare – ha sottolineato Agostino Amucano – e una descrizione storico-scientifica del monumento, senza distorsioni fantarcheologiche”. |
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