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Un’azione forte e congiunta per salvare l’oasi fluviale del Padrongianus
“Per porre rimedio allo stato di abbandono e degrado in cui si trova l’oasi fluviale del Padrongianus è indispensabile un’azione congiunta e forte che deve impegnare, sin da ora, la Provincia Olbia-Tempio e il Comune di Olbia nei confronti della Provincia di Sassari”. Lo ha dichiarato il sindaco Gianni Giovannelli che ha partecipato alla manifestazione organizzata dall’associazione ambientalista Ichnos Torra davanti ai cancelli del parco. L’ offerta di massima collaborazione e piena disponibilità da parte dell’amministrazione comunale olbiese è stata favorevolmente accolta da Alberto Melinu, assessore all’Ambiente della provincia gallurese. E’ stato lui a spiegare lo stallo burocratico che, insieme all’incuria e al vandalismo, ha prodotto uno scempio ambientale difficile da capire e d impossibile da giustificare. La Provincia di Sassari, proprietaria dei 44 ettari del parco fluviale, nel 2002 aveva speso sette miliardi per riqualificare un’area straordinaria, interessata da ben quattro vincoli: aeroportuale, idrogeologico, archeologico e paesaggistico.
Da quel momento, invece che al decollo di un’oasi naturalistica di rara bellezza, a pochi chilometri dalla città, si è assistito alla sua agonia. Un caso assurdo, genericamente attribuito ad una sorta di vuoto legislativo ed operativo, determinato da un contenzioso legale che vede contrapposta la provincia di Sassari all’azienda che si era aggiudicata i lavori, la Pudutti di Roma. L’associazione Ichnos Torra, nel corso degli anni, ha più volte denunciato la grave assenza delle istituzioni competenti. Dal 2004, lo stesso gruppo di volontari ha avanzato diverse ipotesi di recupero e ripristino di un bene comune, costato oltre tre miliardi di vecchie lire. “Ogni nostro intervento- ha ribadito Gianluca Isoppo, vice presidente di Ichnos Torra- è caduto nel vuoto e sono state sempre ignorate le nostre segnalazioni sui danneggiamenti e i furti perpetrati all’interno del parco già attrezzato ma totalmente incustodito ed abbandonato. La situazione, con il passare del tempo, si è compromessa ulteriormente. Hanno rubato o distrutto ogni cosa: dagli impianti elettrici agli infissi, dai parcheggi ai pontili, passando per i gazebo, il centro ristoro e il parco giochi.
Quel poco che è rimasto, ormai è inservibile. La vegetazione incolta e secca costituisce un pericolo costante per gli incendi; l’oasi ospita cacciatori e pescatori di frodo”. La provincia di Olbia-Tempio, da un anno chiede inutilmente a quella di Sassari di poter acquisire l’intera area. Già disponibili anche 200mila euro per provvedere almeno agli interventi di manutenzione più urgenti. “Sono molto amareggiato - ha spiegato l’assessore Melinu - una serie di intricati nodi burocratici e amministrativi ci ha impedito di entrare in possesso del parco fluviale nonostante le nostre ripetute sollecitazioni. Per la provincia di Sassari, la cessione del parco deve essere inserita all’interno della convenzione generale sul passaggio di competenze e beni immobili al nuovo ente. Secondo la provincia Olbia-Tempio, invece, il passaggio del patrimonio immobiliare è diretto. Il risultato è che, in questi anni, nessuno si è mai occupato della manutenzione e gestione della struttura. Sono del parere che non si possa andare avanti così, ci troviamo di fronte ad un danno nei confronti del nostro ente e a responsabilità di tipo civile e penale”. |
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