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La cultura dell’ospitalità e la sua “mutazione” al centro di un convegno

In un incontro, organizzato nel Santuario di San Tommaso a Berchiddeddu,  dal Consorzio Costa Smeralda e dall’Associazione culturale S’Abboju, si é parlato di cultura dell’ospitalità. Per l’antropologo Bachisio Bandinu, questa è profondamente radicata nel popolo sardo ma, con il passare del tempo, si è trasformata. “Ora - ha spiegato l’antropologo-scrittore, non c’è più uno scambio di doni ma di merci: il turista paga e in cambio chiede servizi e professionalità”. E’ comunque possibile “il passaggio armonico dall’ospitalità tradizionale ad un servizio nuovo di tipo turistico”. Da qui l’esigenza di un’integrazione intelligente tra due culture, grazie ad un lavoro di “tessitura”, per creare uno stile unico e raffinato che tenga conto delle moderne esigenze dell’ospite-cliente.

Comportamenti cerimoniosi e “recite folcloristiche”, secondo Bandinu, non rendono giustizia all’identità più autentica del popolo sardo. Il giurista Giovanni Lobrano ha esaltato il ruolo delle “piccole comunità locali che sono al centro dell’organizzazione civile”. Il legame tra comunità e territorio rappresenta un punto di forza strategico per la crescita socio-economica e culturale di una regione. “Il mito dell’efficienza centralista e della concentrazione del comando – ha spiegato Lobrano- degenera in forme barbare ed alterate di organizzazione. Bisognerebbe, invece, favorire processi federativi”. Il docente Simone Sassu è intervenuto sulle leggi scritte a confronto con le consuetudini radicate nel tessuto sociale. Il sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli, con il contributo del maestro  Serafino Spiaggia,  ha ricostruito la storia dell’ospitalità nella Terranova di un tempo per poi illustrare l’attuale scenario di Olbia, città storicamente multietnica ed accogliente, caratterizzata da un forte dinamismo in vari settori. “Negli ultimi decenni – ha rimarcato il Sindaco- sono radicalmente cambiate le condizioni che, in passato, caratterizzavano e favorivano l’antica ospitalità dei Terranovesi.

Pensare al loro mantenimento integrale sarebbe, oggi, un’utopia. E’ invece possibile riscoprire il senso profondo di quei comportamenti così ospitali e rispettosi dei nostri antenati nei confronti dell’ospite, del forestiero, dello straniero. Questo è realizzabile se, nel comparto turistico, si compiono scelte e si attuano politiche finalizzate all’eccellenza e alla valorizzazione delle risorse locali. Quelle risorse che confluiscono in un patrimonio assolutamente unico e speciale dove si fondono natura, beni archeologici e culturali, tradizioni popolari e prodotti tipici eno-gastronomici. Offrire al turista, sempre più informato e curioso, un tesoro ricco di identità e pieno di significati, non omologato, banalizzato e globalizzato, significa aver saputo raccogliere e recepire l’insegnamento dell’antica ospitalità dei nostri antenati.”. I lavori del convegno, coordinati dal presidente dell’associazione S’Abboju Gianfranco Trudda, si sono chiusi con l’intervento del direttore generale del Consorzio Costa Smeralda. Per Salvo Manca l’ospitalità “può ridare un’anima al nostro turismo. Recuperare il senso più profondo ed autentico dell’accoglienza, è indispensabile per rafforzare l’identità della Costa Smeralda, anche a livello internazionale. Un modello turistico efficace, in grado di battere la concorrenza sempre più agguerrita, deve necessariamente valorizzare il patrimonio culturale ed ambientale del territorio sia costiero che interno, in una logica di integrazione, dialogo e scambio reciproco”.