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La processione sul mare rinnova la suggestione di una festa antica
Anche quest'anno le celebrazioni sacre e profane in onore di S.Giovanni e della Madonna del mare, antiche feste popolari molto sentite dagli olbiesi, hanno richiamato una grande folla. La processione nelle acque del golfo interno, suggestiva ed emozionante, si è svolta nel rispetto di una tradizione ormai consolidata. Uscite dal portale della chiesa di San Paolo, le due statue sono state portate a spalla da due picchetti dei Vigili del fuoco, precedute dagli uomini della Confraternita di Santa Croce, dalla banda musicale “F.Mibelli”, da un picchetto dei Vigili urbani, dai portatori delle bandiere votive e da tantissimi fedeli. Il Sindaco Gianni Giovannelli, il consigliere regionale Giommaria Uggias e il Presidente dell’Autorità Portuale Paolo Piro hanno partecipato al corteo che ha raggiunto il Molo Brin.
Le statue di San Giovanni e della Madonna, adorne di fiori, sono state installate su un rimorchiatore pavesato a festa che ha solcato lo specchio di mare tra l'Isola di Mezzo e l'Isola Bianca. La processione, quindi, è proseguita sulle acque del porto, accompagnata da imbarcazioni di piccolo e medio cabotaggio. La corona di fiori, gettata in mare dal primo cittadino, ha preceduto il rientro in porto. La parte "sacra" dell'antica festa olbiese si à conclusa con la Messa solenne officiata in Piazza Crispi. Anche il calendario "profano" dei festeggiamenti, organizzati dal Comitato presieduto da Pasquale Corda, ha fatto registrare una grandissima partecipazione popolare. Continua, infatti, a mantenere intatto il suo fascino il salto dei fuochi; irresistibile il richiamo delle gigantesche fritture di pesce e della sagra della cozze; molto animati gli spazi dedicati al ballo e quello riservato a giostre e bancarelle.
Ma, alcune usanze legate alla festa di S.Giovanni, ormai, restano vive solo nella memoria dei vecchi Terranovesi. Come quelle ricordate dalla compianta Pierina Moretti nel suo libro Olbia, testimonianze di vita:“Alle prime luci dell'alba i Terranovesi accorrevano numerosi in riva al mare. Attendevano inginocchiati, in assoluto silenzio e, dai primi raggi sulla superficie del mare gli uomini traevano auspici sull'annata agraria e le donne su eventuali matrimoni. Nel pomeriggio, dopo la solenne processione, nella Terranova di un tempo, si svolgevano competizioni varie: dalle corse nei sacchi, a quella con gli asinelli, dall'albero della cuccagna alla gara dei chiattini. In tanti si tuffavano nelle acque del porto, sicuri di immunizzarsi contro le malattie…..Alla vigilia di San Giovanni si celebrava il "comparatico" che stabiliva un legame solidissimo e duraturo. Coloro che avevano deciso di farsi compari o comari si accordavano qualche giorno prima scambiandosi un nastro e si ritrovavano davanti ad uno dei grandi falò. Il primo salto veniva fatto da soli per compiere, individualmente, il primo atto purificatorio. Subito dopo si formavano le coppie e, tenendosi per mano, per tre volte saltavano i fuochi. Seguivano una stretta di mano e un bacio fraterno che suggellavano per la vita un rapporto fatto di stima, di amicizia e di fedeltà nella buona e nella cattiva sorte."
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