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Iniziate le vacanze galluresi per i bambini del Progetto Chernobyl
Sbarcati ad Olbia più di cento giovanissimi bielorussi, nell’ambito del Progetto Chernobyl. Felici i ragazzini provenienti da Minsk, altrettanto contente ed emozionate le famiglie sarde che li ospitano da diverse estati. Per molti bambini, è stata invece la prima volta e, anche per loro, l’accoglienza è stata molto calorosa. Di tutti i piccoli bielorussi arrivati in questi giorni in Sardegna, venticinque sono ospitati da famiglie galluresi. Ad organizzare il loro soggiorno è la “veterana” Carla Righeschi, a cui va il grande merito di aver attivato, sin dal 1994, un’organizzazione che consente, ogni anno, l’arrivo in Sardegna, dalla Bielorussia, di un centinaio di piccoli per dei soggiorni terapeutici, preziosi per la loro salute. A seguito del disastro di Chernobyl, l’organismo di questi bambini, contaminato dalle radiazioni, ha bisogno di essere disintossicato e, per le sue condizioni climatiche ed ambientali, la nostra isola si è rivelata un alleato ideale. Al rientro da ogni periodo di vacanza trascorso in Sardegna, i bambini presentano il 50% di radiazioni in meno. E, dal soggiorno nella nostra isola, traggono benefici reali, non solo fisici ma anche psicologici. In questi anni, infatti, l’AGIO di Carla Righeschi ha creato una rete affettiva straordinaria tra i bambini e le famiglie che mantengono i rapporti con loro anche a distanza. Sin dall’inizio, l’importante iniziativa ha trovato il sostegno concreto dell’amministrazione comunale. La novità del 2007 è che, per la prima volta, un aereo è giunto direttamente a Olbia: un evento che il management del “Costa Smeralda” ha voluto festeggiare con un rinfresco
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