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Rally d’Italia Sardegna: privati e istituzioni “sentinelle” del territorio
Il territorio della Gallura insieme al Rally d’Italia Sardegna. La tappa italiana del Campionato del Mondo Rally deve restare in Sardegna. Questi in sintesi i contenuti dell’intesa siglata mercoledì 11 aprile nella sala consiliare della Provincia Olbia- Tempio. Alla riunione hanno partecipato Angelo Sticchi Damiani presidente del comitato organizzatore, il Presidente della Provincia Olbia-Tempio e i sindaci dei comuni coinvolti. Nel suo intervento Pietrina Murrighile ha invitato gli amministratori galluresi “a farsi sentinelle, nella difesa del territorio, dalla minaccia che comporterebbe per l’Isola, la rinuncia di un evento che non ha eguali in termini di ritorno economico ed esposizione mediatica”. “Il rally è nostro e cercheremo di tenercelo con ogni mezzo” ha ribadito il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi, dando voce ad un pensiero comune a tutti i rappresentanti delle istituzioni presenti nell’aula: impiegare ogni risorsa possibile perché il Mondiale resti sardo.
“Grazie al Rally, gli australiani sanno che cosa è la Sardegna e che qui c’è il mare”, ha sottolineato il sindaco Nizzi annunciando di aver destinato 200mila euro alla manifestazione. Tutti concordi su un punto: la tappa gallurese del Rally, in programma dal 17 al 20 maggio, costituisce un evento sportivo, mediatico ed economico di straordinario interesse, ideale per fare sistema. “L’anno scorso il Rally è costato 3 milioni 344mila euro, 200mila euro in più del budget preventivato - ha dichiarato Sticchi Damiani - per quest’anno prevediamo di spendere 2 milioni 365mila euro. E’ un grande risparmio che, però, voglio sottolinearlo con forza, non inciderà sulla sicurezza. La promozione degli sport automobilistici in Italia è materia specificata all’articolo 2 dello statuto dell’Aci e la scelta della Sardegna quale teatro della manifestazione non è casuale. L’edizione 2006 del Rally d’Italia Sardegna è stato dichiarata dalla FIA come una delle migliori del campionato. L’Aci continua a credere fortemente nel territorio e ritiene essenziale il ruolo delle istituzioni locali nella ricerca di soluzioni comuni”.
Tutti i sindaci presenti hanno espresso la chiara consapevolezza dei benefici che la manifestazione comporta per la Sardegna. Sono state evidenziate le ricadute positive per quanto riguarda la destagionalizzazione del flusso turistico, la valorizzazione di aree meno conosciute ma pregevoli sotto vari aspetti e la diffusione del nome e dell’immagine della Sardegna in tutto il mondo. I sindaci hanno quindi offerto al presidente Sticchi Damiani la disponibilità in proporzione alle proprie risorse. L’accordo politico bipartisan tra il comitato organizzatore e le istituzioni locali prevede inoltre l’impegno da parte di queste ultime a non procedere alla bitumatura dei percorsi, evidente limite allo svolgimento della gara che deve la sua forza e la sua spettacolarità proprio alla presenza degli sterrati. Il comitato organizzatore distribuirà a tutti i comuni una mappa per suggerire quali percorsi dovranno essere salvati dall’asfalto perché la tradizione rallystica mondiale in Sardegna abbia un seguito. Numerose aziende ed imprese attive nel territorio hanno confermato la loro piena adesione all’iniziativa. Grazie alla collaborazione con aziende del calibro del Gruppo Colony, concessionario della Marina Vecchia e partner dell’evento, le cerimonie di partenza e di arrivo, rispettivamente il 17 e il 20 maggio, si terranno a Porto Cervo. Intesa proficua anche con Meridiana ed il suo tour operator Wokita per la predisposizione di pacchetti turistici. |
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