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Progetto Aquilone per l’autosufficienza trasfusionale della Gallura

Al via la campagna di sensibilizzazione dell’Asl 2 per raggiungere in Gallura l’autosufficienza trasfusionale.  Si chiama “progetto Aquilone” l’iniziativa varata dal centro trasfusionale e di Microcitemia che punta ad incrementare il numero dei donatori attraverso una capillare informazione. Sono una decina i donatori che, giornalmente, donano il sangue ma questo numero deve essere portato almeno fino a quindici. Secondo il Direttore Generale dell’Asl 2 Gianni Cherchi, si tratta di “un progetto ambizioso, di grande civiltà. Per poter garantire a tante persone una vita normale è indispensabile sensibilizzare i cittadini”. Il progetto Aquilone ha mosso i suoi primi passi nel 2006 e, anche se l’iniziativa entrerà nel vivo solo quest’anno, ha già portato i suoi primi frutti. Lo scorso anno sono state 5.581 le donazioni complessive fatte nel territorio gallurese con un incremento, rispetto al 2005, superiore al 29%. Un buon risultato che però la Dirigenza dell’Asl 2 intende migliorare.

Lo scorso anno si è registrato un trend positivo anche per il numero di donatori,  incrementato del 28% e passato dai 2.924 del 2005 ai 3.743 del 2006. In Gallura sono gli uomini tra 32 e i 40 anni i maggiori donatori, “persone che raggiungono una certa stabilità, sia familiare che economica - ha dichiarato il dottor Giuseppe Mulas- e vogliono fare qualcosa per gli altri”. Il punto su cui il progetto Aquilone vuole puntare maggiormente per raggiungere l’autosufficienza trasfusionale è l’innalzamento dell’indice di donazione che, nel 2005 era fermo all’1,26. I donatori uomini possono donare anche quattro volte l’anno, le donne invece due.  In Gallura l’82% dei donatori dona solo una volta l’anno e, appena il 13%, si è recato al Centro Trasfusionale per due volte nel corso del 2005. “Se riuscissimo ad aumentare la frequenza dei donatori fidelizzati, portando l’indice di donazione almeno all’1,5%, potremo raggiungere ottimi risultati che ci garantirebbero l’autosufficienza”,  ha aggiunto Mulas. L’autosufficienza è il traguardo da raggiungere per ridurre, se non evitare, la necessità di acquisire da altre regioni il sangue.

La Sardegna, nel 2004, ha acquistato 34.920 sacche di sangue, l’anno dopo 35.232. A fronte di un incremento del 9,2% della richiesta di sangue extraregione da parte della Sardegna, l’Asl 2 è riuscita nel 2006 a dimezzare le sue richieste esterne, passando dalle 1.446 sacche del 2005, alle 738 dello scorso anno.  Il Centro Trasfusionale dell’Asl 2 ha pronte una serie di iniziative che puntano ad incentivare i donatori a donare il proprio sangue, andando così ad aumentare l’indice di donazione e l’ingresso di nuovi donatori.  La prevenzione primaria di malattie cardiovascolari, metaboliche, epatiche e malattie genetiche rappresenta un risvolto molto importante della donazione di sangue visti gli esami specifici che vengono effettuati ogni volta. Oltre alla campagna di sensibilizzazione attraverso la diffusione di brochure e cartellonistica, l’Asl 2 è pronta ad organizzare il Dipartimento di Medicina Trasfusionale che vede una sempre maggiore collaborazione tra l’ospedale di Tempio e quello di Olbia. Previsto anche il miglioramento del comfort garantito ai donatori all’interno dei Centri di viale Aldo Moro a Olbia e via Grazia Deledda a Tempio.