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Nautismed: Qualità nei Porti al centro di un seminario internazionale

Durante il Seminario Internazionale “Quality in the Ports” , tenuto nella sala convegni dell’Expò, è stato presentato il progetto Nautismed. Questo è il risultato della collaborazione tra varie regioni del Mediterraneo Occidentale:  le Baleari in Spagna, la Sardegna e la Provincia di Roma in Italia, l’isola di Creta, Vila Real di Santo Antonio in Portogallo, Atene e il Dodecanneso in Grecia. Nel suo intervento, il Sindaco Settimo Nizzi, ha ribadito la necessità di puntare su un modello di eccellenza. “Da alcuni anni - ha dichiarato Nizzi- stiamo portando avanti progetti che prevedono la riqualificazione del waterfront e del centro urbano, proprio per avvicinare la città al mare.  Una volta realizzato il tunnel, abbiamo investito notevoli risorse nei lavori di sistemazione dell’avamporto che sono ormai in una fase avanzata.

I cantieri aperti nel centro storico e le opere in corso di realizzazione all’Isola Bianca, cambieranno presto il volto di Olbia ”. Il completamento del sistema portuale  deve anche prevedere l’incremento dei posti barca, insufficienti rispetto alle richieste, l’innalzamento della qualità dei servizi offerti e la creazione di un rapporto più stretto tra la città e il suo porto.  Lo sviluppo  della nautica da diporto, secondo Giovanni Pileri, assessore all’Urbanistica di Arzachena, è penalizzato dalla mancanza di un piano di settore organico “ indispensabile per una corretta gestione sotto il profilo economico e ambientale. Sono state costruite nuove opere, talvolta scarsamente utilizzate, mentre sarebbe stato opportuno orientare le risorse economiche pubbliche per il recupero e il riadattamento dei molti porti commerciali esistenti e non più utilizzati a tale scopo”. Per Giovanni Pileri “è indispensabile incrementare il numero di posti barca; attualmente in Sardegna se ne contano tra i 18 e i 20mila: una quantità che non soddisfa  la  maggiore richiesta stagionale e il transito dei diportisti esteri”.  Negli auspici di Paolo Piro, presidente  dell’Autorità Portuale Olbia - Golfo Aranci Piro, c’è “un sistema di gestione comune della portualità turistica”.

Un treno da non perdere è quello “degli investimenti nelle  nuove strutture cantieristiche e porti turistici in grado di accogliere i super yacht. Non esiste porto, tra quelli privati, che non stia per ampliare la sua offerta. Due esempi su tutti arrivano da La Maddalena e Olbia. Gli interessi e i progetti che gravitano intorno alla dismissione dell’arsenale militare maddalenino sono molti  ma vertono tutti sullo stesso utilizzo: farne un polo nautico per i super yacht. E anche ad Olbia, ci sono diverse iniziative, tutte finalizzate alla creazione di un porto turistico che vada dal Porto Romano fino a via Redipuglia, con ormeggi per grandi  barche  a un chilometro dall’aeroporto. Le nuove esigenze del mercato non devono comunque far trascurare bisogni e aspettative della nautica da diporto “minore”, legata alle imbarcazioni fino ai 10 metri”. I relatori stranieri arrivati all’Expò in rappresentanza dei paesi coinvolti nel progetto Nautismed, hanno insistito anche sulla qualità dei servizi offerti nel settore della diportistica. Questo aspetto è stato ripreso da Giovanni Pileri, sostenitore di “una nuova cultura che preveda lo sviluppo di attività, servizi e manifestazioni ed iniziative, anche formative e professionali,  per soddisfare le esigenze di un diportista sempre più esigente, curioso ed informato”. E questa concezione più “allargata e globale”, secondo Pileri, potrebbe contribuire in modo concreto all’estensione della stagione turistica.