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Tavolara-Capo Coda Cavallo: successi ed impegni per l’Area marina protetta
Buone notizie dall’Area marina protetta di Tavolara-Capo Coda Cavallo. Il censimento effettuato per valutare il cosiddetto “effetto riserva” ha confermato che, nelle zone di riserva integrale, alcune specie ittiche hanno aumentato il numero degli esemplari. Intorno a Molarotto e a sud di Tavolara, il ripopolamento di cernie, saraghi, orate, dentici e barracuda, è stato definito eccezionale dal Direttore dell’AMP Augusto Navone. Nel corso dell’estate è stata anche monitorata l’attività di turismo subacqueo all’interno dell’Area marina protetta per valutare l’impatto su alcune specie “sessiche” come le gorgonie. Grazie ad un’intensa opera di sensibilizzazione e divulgazione, si stanno ottenendo risultati molto positivi. Le immersioni sono consentite in punti specifici ed appositamente attrezzati con gavitelli destinati sia ai centri di immersione che ai privati. Novità confortanti arrivano anche dalla terraferma e hanno già suscitato l’interesse degli ambienti scientifici nazionali ed internazionali.
La famiglia della lucertola di Molarotto (specie molto rara) ha scelto di insediarsi e moltiplicarsi nell’AMP di Tavolara e, su alcuni di questi esemplari, alcuni ricercatori stranieri hanno eseguito test genetici ed analisi di rilevanza addirittura mondiale. Notevole impegno si registra anche nel primo soccorso di tartarughe marine e cetacei prestato in collaborazione con il personale del Centro ricerca mammiferi marini (Crimm). La sede, istituita a Porto San Paolo, nell’ambito di un progetto regionale, opera infatti in sintonia con lo staff dell’AMP. Il Direttore Augusto Navone, ha così spiegato le varie fasi di un intervento-tipo: “Dopo aver smistato le segnalazioni, le comunichiamo al pool dei nostri collaboratori che fa le verifiche sul posto. Nel caso in cui ci sia la necessità di trasferire una tartaruga marina utilizziamo il nostro pick-up dotato di vasca con temperatura regolabile per trasportarla nella clinica medica del Sinis. In tre mesi sono stati già soccorsi tre delfini e due tartarughe. Nel caso di delfini morti, in collaborazione con l’Asl, si procede allo smaltimento mentre, per il trasporto dei delfini spiaggiati, ancora vivi, si sta provvedendo ad acquistare delle lettighe speciali”.
Impegnativa anche l’attività di controllo e vigilanza portata avanti in questi mesi. Con il supporto della Guardia Costiera, gli uomini e i mezzi in dotazione all’AMP hanno cercato di proteggere le porzioni di mare più a rischio, identificate come aree di riserva integrale. A questo proposito il Direttore Navone ha osservato: “All’enorme incremento del traffico da diporto nell’area non corrisponde una crescita della cultura marinaresca. La maggior parte dei diportisti non è in grado di leggere le carte nautiche, non conosce o non rispetta i limiti di velocità rendendo molto faticosa la nostra azione. Per questo motivo nelle ore di maggiore affluenza, cioè dalle 11 del mattino fino alle 15,30, i nostri mezzi si posizionano nei corridoi di accesso alle aree interdette per dissuadere i diportisti. Non possiamo infatti erogare sanzioni; il compito del personale dell’AMP si limita alla tutela e sensibilizzazione ambientale; sarà poi la Capitaneria di Porto, sulla base delle segnalazioni, a compilare i verbali. Ma, viste le dimensioni dell’impatto antropico, diventa difficile una capillare azione di controllo nel periodo estivo. Bisogna quindi pensare a rafforzare la sorveglianza investendo in uomini e mezzi senza trascurare l’educazione ambientale”. Entro la fine dell’anno sarà pronto il regolamento definitivo dell’AMP Tavolara-Capo Coda Cavallo. |
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