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Lancio ufficiale del processo di pianificazione strategica “Olbia città d’Europa”

Il lancio del processo di pianificazione strategica “Olbia città d’Europa”  ha chiarito modalità ed obiettivi di una sfida impegnativa e coinvolgente, basata sulla partecipazione, integrazione e sinergia tra soggetti pubblici e privati. A rappresentare il Comune di Olbia, nella riunione convocata all’Expò, il vice-sindaco Gianfranco Bardanzellu, l’assessore all’Urbanistica Livio Fideli e il City Manager Giovanni Achenza. Dopo i loro interventi introduttivi, la parola è passata a Paolo Verri, Direttore di Torino Internazionale. Gli entusiasmanti risultati del Piano Strategico, costruito ed attuato nel capoluogo piemontese, hanno fornito un’interessante occasione di confronto e stimolo. Verri ha ricordato,  con l’efficace ausilio di un breve video, i radicali cambiamenti che, nel giro di un decennio, hanno portato Torino alla ribalta nazionale ed internazionale. Da una fase di declino si è passati ad un moderno Rinascimento, con le principali aziende private e i grandi marchi, impegnati in modo permanente e costruttivo, a portare avanti una serie di azioni insieme all’Ente locale, alle associazioni e ai cittadini.

“La pianificazione strategica- ha precisato Verri-  richiede equilibrio tra l’azione di leadership dei governanti e la partecipazione dei cittadini”.  Fondamentale anche la sintonia tra cultura ed imprenditorialità  perchè  l’arricchimento materiale quando non è accompagnato da una crescita culturale non crea vero sviluppo. Olbia, città cresciuta in modo incontrollato, ha un’identità urbana fragile ed un potenziale di qualità ambientale  ancora da esprimere nella sua completezza. Ma, a fronte di queste criticità, ha una notevole dotazione infrastrutturale, una posizione geografica strategica nel Mediterraneo; un tessuto di piccole e medie imprese la cui densità è nettamente superiore alla media regionale; un ruolo di caposaldo urbano del sistema turistico della Gallura e della Costa Smeralda; un sistema portuale ed aeroportuale ben avviato e in continua espansione. Come è già successo a Torino, una corretta pianificazione strategica deve servire ad  individuare accordi tra soggetti pubblici e privati, all'interno dei quali l'amministrazione offre una piattaforma di lavoro, mentre i cittadini e le imprese del territorio dovranno assumere maggiore responsabilità nelle dinamiche dello sviluppo futuro. 

Per disegnare l’Olbia dei prossimi decenni bisogna partire dalle linee-guida già tracciate che ruotano intorno ai grandi temi della politica ambientale, della riqualificazione del centro storico, del recupero e valorizzazione del waterfront. Dalle prime analisi condotte sul territorio, è emersa anche la possibilità di “rigenerare il tessuto produttivo in favore di settori nel campo dei servizi avanzati”. Prioritario è puntare sulla qualità urbana migliorando la vivibilità della città in tutte le sue articolazioni. Per raggiungere questo obiettivo è essenziale stimolare la partecipazione popolare, il senso di appartenenza e il coinvolgimento della cittadinanza nel processo di sviluppo. Luci e ombre della città di Olbia sono state al centro delle relazioni di Ignazio Vinci e Raffaella Dispenza,  consulenti di Avventura Urbana, società piemontese leader nella progettazione partecipata per le politiche pubbliche e vincitore del concorso bandito dal Comune. Il team impegnato nella costruzione del Piano Strategico, nel corso dell’incontro all’Expò, ha diffuso un primo Quaderno. Utilizzati i dati contenuti nella Relazione sullo Stato dell’Ambiente di Agenda 21 e quelli forniti dai dirigenti e dagli Uffici comunali.  In parallelo è stata avviata una indagine sul campo, che consentirà di incontrare e intervistare, entro la fine dell’estate, una trentina di soggetti (amministratori, enti e istituzioni, sindacati e associazioni di categoria, agenzie funzionali, soggetti economici, gruppi organizzati e associazioni di base). Dal dibattito pubblico seguito alle relazioni dei consulenti,  sono emerse, oltre alle aspettative dei portatori d’interesse, notevole attenzione e un tangibile  desiderio di reale partecipazione e condivisione al processo di costruzione del Piano. Questo richiederà circa otto mesi di lavoro e  gran parte delle attività di coinvolgimento dei soggetti locali si svolgeranno tra i mesi di settembre e ottobre prossimi.