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Moby Dick al largo di Tavolara

Per la prima volta un capodoglio bianco, presumibilmente albino, è stato avvistato e fotografato nel Mediterraneo. A dichiararlo è il biologo marino Benedetto Cristo che definisce “straordinario” il fatto accaduto al largo dell’isola di Tavolara. Domenica 28 maggio, nel corso di una battuta di pesca d’altura, Giuseppe Galliani ed Alessandro Battaglia, a bordo  dell’imbarcazione “Straiker”,  hanno avvistato e fotografato 4 cetacei. Il più grosso del gruppo, un maschio adulto, era, appunto, un capodoglio bianco, come documentano le foto inviate agli organi di informazione. Rientrati in porto i due pescatori hanno contattato il  ricercatore olbiese Benedetto Cristo che ha determinato la specie physeter catodon , nome scientifico del capodoglio. “Nel Mediterraneo - precisa Benedetto Cristo - si possono avvistare individui solitari di grandi dimensioni, Meno frequente è l'avvistamento nei nostri mari di femmine con cuccioli. Assolutamente straordinario il rinvenimento di un capodoglio albino. In oltre 25 anni di studi su cetacei in Sardegna, non avevo mai osservato niente del genere”. Oggi, il suo appello è rivolto a tutti i diportisti e pescatori: nel caso avvistassero il capodoglio bianco,   il “Moby Dick” di Tavolara, sono pregati di comunicare ogni informazione utile allo staff dell’Area Marina Protetta. Saranno loro ad avvisare Benedetto Cristo, da molti anni impegnato a studiare il capodoglio, uno dei cetacei più affascinanti per la sua  strategia alimentare che lo porta a cacciare ad elevate profondità.

A causa  della pressione e del buio, il capodoglio ha dovuto sviluppare adattamenti peculiari e particolarmente interessanti. E’ un cacciatore molto attivo; un vero predatore di calamari giganti che non disdegna polpi e pesci. Può compiere immersioni di un'ora, a profondità superiori ai 1000 metri; tra due immersioni profonde, esegue la ventilazione per circa 10 o 15 minuti. È molto importante che in questa fase, il capodoglio non venga disturbato da curiosi o da  turisti sprovveduti perché ciò potrebbe compromettere la durata della successiva immersione e la sua capacità nel catturare la preda, ovvero la sua sopravvivenza. Quanto all’albinismo, si tratta di un'anomalia ereditaria frequente, oltre che negli esseri umani, in numerosi mammiferi, pesci, uccelli, rettili e persino nei petali, nelle foglie e nei frutti di fiori e piante.