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Urbanisti e studenti a confronto sulle “Città di frontiere”
 

Il convegno “Città di frontiere”, organizzato dall’Istituto Tecnico Deffenu e patrocinato dal Comune, ha messo a confronto urbanisti e studenti, su temi di grande attualità. I lavori, coordinati, dall’architetto Cinzia Nieddu, si sono svolti all’Expò. Professionisti di livello internazionale hanno esaminato realtà lontane e diverse quali quelle di Barcellona,  San Diego, Tijuana e Olbia. Il filo rosso che lega queste località, frutto di storie ed economie differenti, è la spinta verso una spiccata evoluzione urbanistica. Un caso emblematico è rappresentato da Barcellona che, nell’ultimo ventennio, ha trasformato il suo volto, attraversando tre fasi distinte. “Abbiamo cominciato nel 1980- ha spiegato l’urbanista Jordi Barri - con la realizzazione di piccole strade e piazze, proseguite con progetti di urbanizzazione più massiccia in prospettiva dei Giochi Olimpici e andate avanti con la trasformazione in città metropolitana”.

Con la costruzione di piccole e grandi opere, il recupero di aree degradate, la sistemazione del verde pubblico e la riqualificazione del waterfront di Barcellona, si è riusciti a soddisfare sia le esigenze della popolazione residente sia le aspettative dei turisti. Nella città catalana è stato recepito ed applicato un concetto fondamentale: “l'ecosistema è una risorsa. Solo quando uno spazio diventa bene collettivo, viene davvero vissuto”. Invece,  Tijuana, città messicana, deve ancora potenziare la rete dei servizi avendo puntato molto sull’accoglienza e la socialità. Scelte urbanistiche completamente diverse, all’insegna di un estremo razionalismo, per la californiana San Diego mentre Olbia ha cominciato un percorso che sta gradualmente mutando il suo volto. Nella nostra città, a fronte di importanti opere pubbliche già realizzate, restano da recuperare molti spazi degradati.

Per uno di questi, la zona dell’ex-Artiglieria, gli studenti partecipanti al corso finanziato dalla Comunità europea, hanno elaborato un progetto chiamato “Parco delle meraviglie”. Per Marco Prontu e Tomaso Cassitta “ in quest’area di 11 ettari, vi sono una decina di edifici; alcuni andrebbero recuperati e trasformati in strutture a servizio dei giovani: mediateca, laboratorio di arte, spazi espositivi e culturali”. Gli studenti della quinta geometri hanno proposto la riqualificazione del lungomare di via Redipuglie; interessante l’ipotesi di un’area pedonale con spazi verdi, la ristrutturazione degli edifici di valore storico e un porticciolo turistico  che completerebbe la riqualificazione del molo Brin. Il preside del “Deffenu” Gerardo De Luca ha sottolineato l’obiettivo del convegno: suggerire un nuovo approccio alla pianificazione attraverso il coinvolgimento di tutte le parti sociali, scuola compresa. Un obiettivo centrato visto che il laboratorio di sperimentazione, attivato dall’istituto tecnico olbiese con i fondi Pon, ha fornito un’occasione preziosa di confronto e riflessione. Merito anche dei contributi “stranieri” portati al convegno dal paesaggista catalano Jordi Barri e dall’urbanista messicano Adriana Cuellar.