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Da Bastia a Olbia: delegazione in viaggio-studio sul turismo

Ha fatto tappa ad Olbia e a Porto Cervo una folta delegazione dell’Istituto Regionale d’Amministrazione di Bastia. Il viaggio-studio ha coinvolto 128 laureati, provenienti da varie città della Francia,  che stanno seguendo un master per la formazione dei funzionari pubblici. Il programma riserva particolare attenzione allo sviluppo dei sistemi turistici, tanto da prevedere visite annuali in località giudicate particolarmente interessanti. Cinque dirigenti dell’Istituto hanno accompagnato gli stagisti  in Sardegna, prima a Cagliari e poi in Gallura. Il  Sindaco Nizzi, in collaborazione con l’Ufficio Europa del Comune di Olbia, ha organizzato incontri e approfondimenti definiti  molto stimolanti e costruttivi dagli stessi partecipanti. Al centro del fitto calendario dei lavori: il turismo nel Nord Sardegna, sviluppo locale e confronto internazionale. Si è cominciato con un convegno-dibattito nell’Aula Magna della Facoltà Economia e Imprese del Turismo all’Aeroporto Costa Smeralda.

Gli interventi del primo cittadino e dell’Assessore  Palitta, hanno spiegato in modo sintetico ed efficace le caratteristiche storico-geografiche del territorio. L’importanza del turismo, settore trainante per lo sviluppo economico e socio-culturale, è stata focalizzata nei suoi vari aspetti. La mutazione del fenomeno nell’era della globalizzazione  e di una competizione sempre più accesa, ora richiede nuove strategie. Da qui l’esigenza di “tarare” un  sistema turistico locale in grado di coniugare il rispetto dell’ambiente, ormai riconosciuto come risorsa primaria, con la produttività. Tenendo presente che l’obiettivo finale è il miglioramento della qualità della vita per l’intera comunità.  La crescita tumultuosa del turismo  “all’insegna dell’arrembaggio e dell’abusivismo”  fa parte di un tempo ormai passato. Ora c’è  una consapevolezza diversa  del  patrimonio ambientale e paesaggistico; appare fondamentale il confronto e lo scambio con altre nazioni ed assume un valore primario la formazione delle risorse umane.

Altrettanto importante è la valorizzazione delle tradizioni locali in un contesto di “rete, sistema e sinergie” fra territori costieri ed interni. Questo può portare ad una concreta estensione della stagione turistica; obiettivo ora più vicino grazie ai numerosi collegamenti attivati dai vettori low-cost. Olbia, tra porto ed aeroporto, vanta già  numeri da primato nazionale ma altri traguardi possono essere raggiunti. Nei prossimi anni, grazie al potenziamento degli approdi, sarà ulteriormente incrementato il turismo delle navi da crociera e la riqualificazione del waterfront segnerà un’altra svolta. Quella che, finalmente, traghetterà Olbia da luogo di transito a città turistica. Gli altri interventi, prima del dibattito con la delegazione francese, hanno avuto come protagonisti il Preside Morandi e il docente Carlo Marcetti dell’Università di Sassari, Don Saba dell’Istituto Mediterraneo e Cinzia Callegari  di Confindustria. Nel pomeriggio, il Comune  di Olbia ha organizzato una trasferta a Porto Cervo per far conoscere alla delegazione il modello turistico della Costa Smeralda.

Al Conference Center si è tenuto un incontro, seguito da un dibattito, con Gesuino Monagheddu, Direttore del Consorzio, ed Emanuela Rafaiani, portavoce della Colony Capital.  Oggi i numeri della Costa più famosa del mondo, lunga 50 chilometri,  sono questi: tremila ettari di cui un terzo edificati; 76 km. di viabilità interna; 72 km di reti idriche; 40 km. di reti fognarie e 3.500 consorziati. Monagheddu, con i suoi 41 anni di attività all’interno del Consorzio, ha raccontato la storia sin dal primo e casuale sbarco di Karim nella Costa non ancora Smeralda. La cronaca del presente è stata invece fatta dalla rappresentante di Tom Barrack che ha sottolineato la necessità di  “adeguare il modello turistico alle nuove esigenze. Bisogna  quindi puntare sulla qualità dei servizi e sulla tutela dell’ambiente, lavorando di concerto con le amministrazioni locali e regionali. La capacità di preservare nel tempo un patrimonio unico, deve rappresentare una linea-guida”.