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Forte e chiaro il NO al Piano paesaggistico regionale
Restano intatte le perplessità sul Piano paesaggistico regionale malgrado la disponibilità, manifestata nel corso delle audizioni cagliaritane, dall’assessore all’Urbanistica Gianvalerio Sanna. La sua disponibilità a modificare alcune norme e a correggere vari errori cartografici non tranquillizza le forze politiche, sociali e produttive del territorio. Nel corso della seduta informale del Consiglio comunale olbiese, dedicata al Ppr, è stata ribadita, in modo praticamente unanime, una “preoccupazione forte e diffusa a tutti i livelli”. Questa è stata espressa dal Sindaco Nizzi, dal presidente del Consiglio Pizzadili, da numerosi consiglieri e dai rappresentanti degli ordini professionali, dei sindacati e delle associazioni di categoria. Alcuni consiglieri di opposizione, nei loro interventi, hanno dichiarato di ritenere possibile “l’apporto delle modifiche necessarie per rendere accettabile il Piano”. Ma sotto accusa è l’impianto stesso del Ppr. I sindacalisti, presenti in Aula consiliare, hanno rimarcato che “una pianificazione così vincolante deve essere necessariamente accompagnata da uno studio economico del territorio. Lo sviluppo sostenibile si fonda su ambiente, economia ed aspetto sociale. Se manca uno di questi tre elementi cade tutto”. Confermati dunque i timori e i rischi di un blocco devastante per lo sviluppo della regione in caso di approvazione definitiva del Ppr. Un altro motivo di malcontento sta nell’accentramento delle competenze in materia urbanistica alla Giunta regionale e, quindi, al Presidente di turno. Da più parti è stato detto: “ Comuni e Province vengono espropriati delle loro competenze. Noi dobbiamo far sentire la nostra voce ed evitare il blocco che si realizzerebbe a fine maggio quando scatteranno le norme di salvaguardia. E’ essenziale tutelare i diritti acquisiti e difendere l’autonomia amministrativa del Comune”. Il Sindaco Nizzi ha precisato che “non è una questione di barricate o di guerre politiche. Qui si tratta dello sviluppo del nostro territorio che rischia di essere paralizzato per anni”. Contestazioni diffuse anche per lo stop del Piano alla realizzazione di infrastrutture, con particolare riguardo a quelle viarie, indispensabili per un adeguato sviluppo del territorio. I rappresentanti degli ordini professionali e delle associazioni di categoria hanno aggiunto che “il Piano regionale paesaggistico è stato pubblicato senza la concertazione con i portatori di interesse in materia. Se è vero che il piano non è tutto da buttare, è anche giusto dire che molte sue parti vanno letteralmente smontate”. Il presidente Pizzadili, commentando la seduta di ieri ha dichiarato: “ Sono soddisfatto per la grande partecipazione dei cittadini e, soprattutto, per il forte contributo di competenze. Mi riferisco agli interventi degli esponenti del mondo sindacale, delle imprese e di tutti gli ordini professionali. Abbiamo stabilito di continuare a lavorare insieme per redigere le nostre osservazioni al Piano anche se a Cagliari si ritroveranno con tempi tecnici troppo ristretti per poter esaminare tutto il materiale che riceveranno dai vari territori.”
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