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Tappa ad Olbia per  “Il cammino della speranza – la migrazione nel cinema italo- tedesco”

Dal 16 al 18 febbraio, l’Aula Magna dell’aeroporto Costa Smeralda ospiterà una manifestazione di alto livello culturale ed artistico organizzata dall’ACIT di Olbia. L’iniziativa, patrocinata dall’Ambasciata della Repubblica Federale Tedesca, ruota intorno a sei proiezioni di film, cortometraggi e documentari d’autore, relativi al tema dell’immigrazione italiana. Si vuole, infatti,  ricordare, come già è avvenuto in Germania e nelle maggiori piazze italiane, il Cinquantenario del patto siglato tra Italia e Germania sul reclutamento della manodopera italiana. La rassegna  cinematografica propone materiale straordinario per qualità e contenuti, sicuramente rivelatore di una realtà  dalle tante sfaccettature ma che si tende a rimuovere, almeno da quando l’Italia, da nazione di  migranti è diventata terra di accoglienza.

Eppure più di 4 milioni di italiani, dalla metà degli anni Cinquanta alla fine degli anni Settanta, lasciarono i loro paesi d’origine per andare a lavorare in Germania. Le regioni che registrarono il più alto numero di immigrati furono: Puglia, Calabria, Basilicata, Sicilia, Sardegna. La rassegna ha avuto il sostegno di enti ed associazioni quali : Goethe Institut di Roma, Provincia Olbia-Tempio, CISL e CGIL, Geasar e Cines. Il programma della manifestazione è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa. Lucio Murru di Geasar ha ricordato che i parcheggi dell’aerostazione saranno gratuiti per i partecipanti alle tre serate. Ancora oggi, l’Italia, dopo la Turchia è la nazione che ha il maggior numero di immigrati in Germania. Gli ultimi dati, riferiti all’anno 2002 rilevano la presenza di   609.784 italiani, di cui il 60%  uomini. Cristina Ricci e il sindacalista Michele Carrus, hanno sottolineato un’importante finalità dell’iniziativa: “ attirare l’attenzione su tutti quei risvolti culturali e umani che  caratterizzano la migrazione  nel suo significato antropologico e sociale.

Conoscere la storia significa comprendere meglio il fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese, nella nostra attualità.Il passato non va dimenticato nell’affrontare i problemi del presente”. La “tre giorni” interculturale comincerà con un amaro documentario del 1968, “Radiografia della miseria”, con testi originali di Leonardo Sciascia. Il filmato mostra la miseria sociale della Sicilia rurale degli anni ’60 e il tragico connubio tra il sentimento di lontananza e di emarginazione comune alla popolazione sfiduciata.
Si proseguirà con “Doichlanda” un film musicale girato nel 2003 da Giuseppe Gagliardi, già vincitore del premio  “Torino Film Festival” nello stesso anno, che smaschera il luogo comune della “perfetta integrazione” del lavoratore straniero lontano dalla madrepatria.  Venerdì 17 febbraio, dopo le testimonianze di alcuni cittadini olbiesi ex-emigrati, avrà luogo la proiezione di due documentari: “Emigrazione ’68: Italia oltre confine” di Luigi Perelli, con testi di Dacia Maraini, e “Catenaccio a Mannheim”  del giovane regista  Mario Di Carlo.

Il dramma della tragedia di Marcinelle in Belgio, luogo della miniera nella quale trovarono la morte 135 minatori italiani, si incontra con l’ansia di riscatto delle giovani generazioni dei figli dei lavoratori immigrati in Germania.Sabato 18 sarà la volta di “8 donne raccontano l’immigrazione”, un cortometraggio reduce da un grande successo nelle scuole della Repubblica Federale di Germania, e “Palermo-Berlino andata e ritorno”; un film di Thomas Draeger che narra le avventure di una nonna siciliana a Berlino, alla ricerca del figlio immigrato, con sorpresa finale.