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Ancora proposte dai quattro gruppi di Agenda 21

Incendi, agricoltura, area marina protetta, umanizzazione ed integrazione dei servizi sanitari. Questi i temi trattati, lo scorso 5 dicembre, dai quattro gruppi del Forum di Agenda 21. Il settore “Urbanistica” coordinato da Mauro Monaco ha discusso il primo argomento sulla base dei dati forniti dai rappresentanti dell’Ente Foreste, della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e del Comune di Olbia. Lo scorso anno, in Sardegna, su 2.600 roghi, 1.900 ( il 77%) sono stati classificati come peri-urbani (entro 1 km dal centro abitato). In allarmante sintonia con questa tendenza il caso di Olbia. Marzio Altana, presidente della  1° Commissione consiliare (Gestione del Territorio-Urbanistica, Ambiente-Portualità) ha riferito che “mentre nel 2001 gli incendi extra-urbani erano stati 52 e 46 quelli entro il km, nel 2005 le due cifre hanno rispettivamente raggiunto quota 58 e 53”. Il Comune di Olbia ha presentato un bando per il potenziamento della rete dei punti di attingimento idrico. Attualmente, sul territorio vi sono 9 bacini di accumulo e 4 vasconi. Roghi sempre più vicini all’abitato, dunque, con tutti i pericoli che questo comporta.

Tommaso Bazzu dell’Ente Foreste ha spiegato che dalla sede di Tempio, viene gestita l’attività di 550 addetti su un territorio esteso su 28.000 ettari. La campagna antincendi inizia il primo giugno e termina il 30 settembre e può contare su 56 nuclei di pronto intervento e 38 punti di avvistamento nelle zone di maggiore pericolo. L’Ente Foreste coordina anche l’attività della Protezione Civile. Luciano Pileri dei Vigili del Fuoco ha denunciato una carenza di organici riassunti in questi numeri: 5 unità a Tempio, 7 a Olbia, 3 a La Maddalena e 15 all’aeroporto “Costa Smeralda”. Anche Rosy Giglio e Maurizio Carnevale della Croce Rossa e Paolo Deiana della Protezione Civile hanno evidenziato la necessità di un centro di coordinamento locale e di una armonizzazione degli interventi.  Dalla discussione sono emerse varie proposte che, insieme a quelle avanzate negli incontri precedenti, saranno sottoposte al gradimento del Forum nella prossima seduta plenaria  di dicembre.

Per la prevenzione e riduzione degli incendi si chiede  l’osservanza dell’ordinanza sindacale sulla pulizia dei terreni; il monitoraggio delle zone a rischio; il potenziamento di segnaletica e cartellonistica; una capillare attività di sensibilizzazione, formazione e informazione rivolta ad Enti, scuole, residenti e turisti; la realizzazione di vie di fuga presso le spiagge. Prioritario anche l’aumento dell’organico dei Vigili del Fuoco. Auspicata la pubblicazione di uno stradario sempre aggiornato sul sito internet del Comune. Il gruppo “Sociale” coordinato da Giovanna Spano, ha proposto la creazione di centri di aggregazione polifunzionali di quartiere; l’attivazione di servizi sanitari aggiuntivi e collaterali per alleggerire la struttura ospedaliera. L’obiettivo è un approccio di maggiore empatia tra il personale sanitario e il paziente; l’umanizzazione e l’integrazione dei servizi. Il sociologo Matteo Sartor, nel suo intervento, ha spiegato le politiche sociali del Comune che vedono impegnati su più fronti l’Assessore Luciano e il suo staff.

I lavori del gruppo “Ambiente”  si sono concentrati sull’attività e i programmi dell’Area Marina Protetta Tavolara- Capo Coda Cavallo. La relazione, letta da Augusto Navone, Direttore dell’A.M.P. ha dato vita ad un ampio dibattito ma, solo nei prossimi giorni, i portatori d’interesse sintetizzeranno le loro proposte. Di agricoltura ha discusso il gruppo “Economia” coordinato da Giovannella Degortes. Con la crescita della città la zona irrigua si è notevolmente rimpicciolita e dei 3.500 ettari potenzialmente irrigabili solo 800 sono attualmente utilizzati per scopi agricoli. Una proposta riguarda quindi l’allargamento delle zone irrigue. Si è parlato anche di zootecnica e della necessità di valorizzare il comparto con un’efficace azione di marketing. Stessa richiesta per l’apicoltura che attualmente ha bisogno di sostegno per fronteggiare emergenze di tipo sanitario. Molto sentito il problema dell’irrigazione nell’agro, viste le ripercussioni negative sulle colture (cereali, frutta e viti). Tutti d’accordo sull’opportunità di valorizzare i prodotti tipici locali e di controllare la qualità degli agriturismo.