| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

 
Olbia in Atlantide: Sa Oleia, la città del Sole

 

Nei giorni scorsi il ricercatore Paolo Valente Poddighe ha tenuto in città un incontro-dibattito intitolato “Olbia in Atlantide non lungi dalle Colonne d'Ercole”. Lo studioso, originario di Portoscuso, trentadue anni fa lanciò per primo una rivoluzionaria ricostruzione storico-geografica di Atlantide identificandolo con la Sardegna (l'intero arcipelago della Sardegna che comprendeva anche la Corsica e le altre isole minori). Ma quell'ipotesi, a suo tempo, non suscitò l'attenzione che meritava, almeno apparentemente. “Immaginate quindi- si sfoga con amarezza e rabbia Poddighe- cosa ho provato quando, nella primavera del 2002, nella pagina culturale dell'Unione Sarda, ho letto che Sergio Frau, giornalista di Repubblica, aveva “scoperto” che Atlantide era la Sardegna. Era appena uscito il suo libro Le Colonne d'Ercole. Un' inchiesta e io mi sono sentito come se mi avessero tradito e scippato.

Anche perchè io, nel 1982, da Maurizio Costanzo a Videolina dissi pubblicamente che la Sardegna era Atlantide e che gli Etruschi discendevano dai Nuragici. Feci anche delle traduzioni di epigrafi etrusche in diretta alla televisione. Peraltro, in quegli anni, la stampa sarda si era occupata della mia ricerca, ma tutto era finito lì in mancanza di sostegni forti, editoriali e istituzionali. Ho partecipato a diversi dibattiti dove Frau ha esposto la sua tesi e, sin dalla prima presentazione ufficiale del suo volume, fatta a Cagliari, gli ho pubblicamente rinfacciato di essere un “ladro di cultura”. Inizialmente mi aveva promesso che, in qualche modo, avrebbe ricordato la mia paternità riguardo al collegamento Atlantide-Sardegna e al riposizionamento delle Colonne d'Ercole. Che lui ha comunque messo in un luogo sbagliato: nel Canale di Sicilia mentre Timeo scriveva che “quando arrivi in Sardegna sei alle Colonne d'Ercole”.

Nella denuncia che nel 2004 ho presentato alla magistratura ho accusato Sergio Frau di aver usurpato anni di mie ricerche e studi. In attesa che la denuncia faccia il suo corso, io sto continuando a rivendicare la paternità delle mie scoperte, viaggiando in tutta la Sardegna e tenendo convegni ovunque. L'incontro di Olbia, organizzato da Nino Fancello dell'Associazione Culturale Sa Testa, mi ha fornito l'occasione per non fare calare il silenzio sulla mia battaglia. Ho anche spiegato che, essendo stata fondata da Iolao, il nome doveva essere non Olbìa ma Sa Oleia che significa la città del Sole.

In Atlantide Olbia era la più importante porta di accesso per i traffici e i commerci di tutta la costa occidentale sarda, quasi di fronte all'antica Ostia, porto di Roma, futura caput mundi. La Sardegna per tutti gli antichi era l'isola di Ercole e Iolao, suo nipote, lo accompagnava durante tutti i suoi viaggi. E' ovvio quindi che gli Eraclidi, il popolo di Ercole, manifestazione del Sole, vivesse in tutta l'isola, Olbia compresa. Essendo le prime Colonne d'Ercole lo stretto di Bonifacio, si rileva l'importanza di Oleia che aveva anche un pansardonio, ovvero un grande tempio dedicato ad Ercole. La città poteva avere non meno di 20mila abitanti e da qui si sviluppavano i traffici dei metalli e delle suppellettili lavorate verso le coste dei latini e degli Etruschi, come dimostrano i reperti nuragici trovati nelle necropoli etrusche di Vulci, Pyrgi, Populonia e Barati tra la Toscana e il Lazio. Studiando la metallurgia ho anche scoperto che il Fenicio è l'evoluzione lineare della scrittura nuragica. A chi mi contesta di voler sempre mettere la Sardegna al centro della Storia dico che per cause naturali, geografiche, storiche, ambientali e culturali, la Sardegna ha tali e tante bellezze che le altre isole del Mediterraneo non possiedono. Non per niente si usa dire che la Sardegna è quasi un continente”....Il continente Atlantide per Paolo Valente Poddighe.