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Maestri artigiani: inaugurata l'esposizione al Melià
Nel patio dell'Hotel Melià , il Vescovo di Ozieri Sebastiano Sanguinetti ha inaugurato la mostra dell'artigianato promossa e organizzata da Cna Gallura con il contributo della Camera di commercio nell'ambito della Settimana liturgica nazionale. Per tutta la durata dell'evento resteranno esposte le opere di maestri artigiani locali. L'obiettivo è dare visibilità e lustro alle tradizioni e alla cultura del territorio. “ La mostra - hanno precisato il presidente della Cna Ferdinando Scalamandrè e il direttore Massimo Bonacossa - è stata prevista dagli organizzatori della Settimana liturgica per far conoscere e diffondere tra i partecipanti alcuni tra i principali prodotti della cultura e dell'artigianato locale”. L'esposizione sarà aperta al pubblico, nelle ore pomeridiane.
Già dal primo giorno, sono stati molto ammirati i lavori degli artigiani, alcuni dei quali, conosciuti ed apprezzati anche fuori dall' Isola. I visitatori sono stati colpiti dal loro estro, abilità e originalità. Da segnalare le cassapanche di Mario Renzo Solinas e quelle di Giuseppe Satta entrambi di Buddusò ; i tappeti sardi dell' olbiese Giovanni Zedde e quelli della golfoarancina Pina Ghiani ; i coltelli del terranovese Giacomo Pileri , del calangianese Guerino Di Pellegrini e di Giuseppe Muzzu che ha la sua bottega a Telti ; le opere in pietra e legno di Maurizio Carta e Raimondo Malu e quelle di Fabio Viglioli , tutti e tre arzachenesi ; i lavori in ferro battuto dell' olbiese Salvatore De Candia ; la pelletteria di Giuseppe Mura, anche lui di Olbia come lo scultore Demetrio Mascia , specializzato nel marmo e nel granito, e i dipinti dell' olbiese di adozione Annamaria Serna . Molto apprezzati anche i dolci sardi di Stefanina Sanna proveniente da S.Antonio di Gallura.
La mostra allestita dalla Cna evidenzia, ancora una volta, la necessità e l'opportunità di salvaguardare un settore fortemente attaccato dalle imitazioni provenienti da paesi orientali e dell'Est europeo. L'artigianato artistico, essendo lo specchio dell'identità culturale e del sapere tramandato da generazioni, dovrebbe essere tutelato il più possibile, a difesa del prodotto e del consumatore. La Sardegna conta circa 800 imprese con un ammontare di addetti di poco inferiore alle duemila unità (dato che non tiene conto delle attività sommerse che incidono pesantemente). Allo stato attuale, si invocano strategie mirate alla protezione dell'alto valore aggiunto che distingue i piccoli capolavori artigianali dalle imitazioni, più o meno grossolane, che invadono il mercato. Per restituire dignità e prestigio alle produzioni locali è indispensabile l'identificazione obbligatoria dell'origine dei manufatti. Le opere esposte in questi giorni al Melià sono la prova più convincente della vitalità e delle potenzialità di un settore che merita la massima attenzione. |
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