“Improvvisamente dentro un sequestro annunciato”: presentato il libro di Gianfranco Giuliani
Presentato all'Expò il libro “Improvvisamente dentro un sequestro annunciato” scritto da Gianfranco Giuliani, marito di Miria Furlanetto, rapita il 15 luglio del 1993 nella sua casa di Olbia e liberata il 16 novembre dopo quattro mesi di prigionia e il pagamento di un miliardo e 250 milioni di lire. L'incontro-dibattito è stato organizzato dalla Fidapa, associazione della quale faceva parte la signora Giuliani, stroncata da un infarto due anni fa. Gli interventi dell'avvocato Angelo Merlini, del procuratore della Repubblica Valerio Cicalò e dell'amministratore diocesano don Andrea Raffatellu hanno contribuito a sviscerare i drammatici aspetti giudiziari e umani legati alle varie fasi dei sequestri di persona. La lettura del racconto a due voci, che spesso diventa dialogo con avvincenti sfumature, è anche la storia di un dramma personale e di coppia, soggettivo e oggettivo, vissuto con acuta capacità di analisi.
Gianfranco Giuliani ha saputo descrivere con uno stile asciutto ed efficace il tormento della famiglia, l'angoscia di un'intera città, i tanti momenti di paura, l'istinto di sopravvivenza e il disperato anelito alla libertà. Ma la forza del libro è anche nell'affetto, nella tenerezza e nel rispetto che pervadono le pagine rendendole tutte autentiche e coinvolgenti dalla prima all'ultima. Le parole della protagonista del sequestro si alternano a quelle del marito in una narrazione lucida, a tratti ruvida, quasi rabbiosa e mai scontata. Il pubblico che ha gremito la sala dell'Expò ha ascoltato con estrema attenzione le parole dei qualificati relatori. Il procuratore Valerio Cicalò ha ribadito che “per il sequestro Furlanetto, le indagini della procura sono ancora aperte; si tratta di uno dei pochi sequestri rimasti senza colpevoli; la percentuale di rapimenti con imputati condannati è sicuramente maggiore di quelli rimasti senza volto”.
Cicalò ha ripercorso i difficili anni dei sequestri in Sardegna, a partire dagli anni Settanta, quando le bande non avevano un'organizzazione di vertice tanto che si formavano e si scioglievano non appena concluso il rapimento, seguendo una formula già nota nell'Ottocento. L'intervento del procuratore ha riportato alla memoria vicende e nomi noti, il cui ricordo, nell'opinione pubblica, è stato appannato dal tempo: Kassam, Bifulco, Mazzarella, Marras, Vinci, Sircana Licheri, Solinas, Melis. E poi la lista di dolore e paura si interrompe. “Questo mi fa pensare che i figli e i nipoti dei sequestratori - ha concluso Cicalò - si siano dedicati ad altre forme di delinquenza, come ad esempio le rapine, di cui quelle ai furgoni porta valori è una realtà in crescita”. Ha quindi espresso apprezzamento per la legge sul blocco dei beni che ha posto un freno alle richieste esagerate dei sequestratori facendo capire loro che il sequestro non pagava più. E' venuta infatti a cadere la spinta primaria, quella del guadagno facile.
Nel libro di Giuliani rivive la doppia tragedia: quella di chi perde la libertà e si ritrova nelle mani dei banditi e quella di chi resta a casa e cerca una via d'uscita. Il volume, stampato a proprie spese da Gianfranco Giuliani, è stato distribuito dopo l'incontro nel corso del quale sono state raccolte le offerte in favore dell'Associazione “Arcobaleno” e della Fondazione “Villa Chiara”.