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Attivo ad Olbia un ambulatorio medico per gli immigrati non in regola

 

Dal marzo scorso funziona ad Olbia un ambulatorio medico e infermieristico, il primo di tutta la Sardegna , per gli immigrati non in regola con il permesso di soggiorno. L'iniziativa nasce dal rispetto della legge Bossi-Fini del 2002 che ribadisce quanto già stabilito nel 1998 in merito al diritto alle cure mediche per gli stranieri in attesa di regolarizzazione. Fino ad oggi all'ambulatorio di Olbia, situato via Estonia, nello stesso stabile del 118, si sono rivolti 128 pazienti e, per altri 67, sono state aperte altrettante nuove schede. E' il risultato di un protocollo d'intesa siglato nel dicembre 2004 dal direttore generale della Asl n.2, Efisio Scarteddu e da Tonino Cau, presidente del Laboratorio Interculturale per l'Integrazione. L'accordo è stato attuato grazie alla disponibilità e all'impegno di 15 operatori volontari.

Il team è composto da specialisti e personale qualificato: pediatri, ginecologi, medici di base, infermieri e ostetriche. I dettagli del progetto sono stati illustrati venerdì scorso nel corso di una conferenza stampa nella sala congressi dell'Hotel Martini. I lavori sono stati aperti dalla dottoressa Francesca Ena, pediatra all'ospedale. Al suo fianco, Anna Maria Sanna (responsabile del distretto sanitario di Olbia), Guido De Giovanni (pediatra al consultorio familiare) e la neuropsichiatra di Sassari Maria Antonietta Muroni. Ribadito il ruolo ricoperto dall'Asl n.2 che ha messo a disposizione i locali, i farmaci, gli arredi e i ricettari. E' stato anche ricordato che la normativa vigente, oltre a confermare che tutti, e quindi non solo gli stranieri regolarmente iscritti al sistema sanitario nazionale devono poter usufruire di assistenza medica e infermieristica, stabilisce la non obbligatorietà, da parte dei pazienti, a fornire i loro dati. Quindi la privacy è garantita. Importante anche l'attività di prevenzione ed educazione portata avanti nell'ambulatorio mentre il ruolo dei volontari è stato esaltato dall'Assessore ai Servizi Sociali Pietro Luciano che lo ha definito “essenziale e indispensabile per il decollo di servizi importanti come questo”. “L'aver attivato questo ambulatorio- ha aggiunto la dr.ssa Ena, responsabile del progetto- rappresenta una tutela per la salute dell'intera collettività, oltre a quella degli immigrati irregolari”.

La legge li definisce “soggetti temporaneamente presenti”; si tratta di uomini, ma soprattutto di donne e bambini, che non possono accedere al Sistema Sanitario Nazionale. Proprio pensando a loro, un comma della legge sull'immigrazione ha sancito il diritto fondamentale di poter ricevere cure e assistenza medica nel paese che provvisoriamente li ospita. L'ambulatorio di Olbia è destinato quindi a diventare un modello; un punto di riferimento essenziale e provvidenziale per tante persone e intere famiglie. Il centro rappresenta anche un concreto passo avanti verso una società realmente operativa sul fronte dell'accoglienza e di un'integrazione non traumatica ma rispettosa dei bisogni di ogni singolo individuo, a prescindere dalla razza e dal luogo di provenienza.