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Navi da crociera: risorsa o problema?

Il Forum organizzato da Confcommercio è stata un'occasione utile per mettere a fuoco una serie di questioni di stretta attualità per il sistema portuale di Olbia. Argomento principale: il turismo da crociera che, dopo un inizio molto incoraggiante, sta facendo registrare un calo allarmante. Moderatore del dibattito, il direttore de La Nuova Sardegna di Olbia, Marco Bittau. Questi i dati diffusi oggi: nel 2002, gli accosti delle navi da crociera al porto di Olbia erano stati 67 per un totale di 43.400 passeggeri mentre nel 2004 sono stati 32 e i passeggeri 27.686. I numeri confermano quindi che, negli ultimi anni, lo scalo olbiese non ha potuto o saputo sfruttare la risorsa rappresentata dalle navi da crociera a causa di varie carenze ancora in attesa di soluzioni definitive. Al capezzale di questo “filone” turistico, allo stato attuale, vissuto più come problema che come fonte di benessere, nella sala Congressi del Melià, sono accorsi i vertici locali (Italo Fara) e provinciali (Gavino Sini) di Confcommercio e numerosi addetti ai lavori, esperti e operatori del settore, docenti universitari e rappresentanti della Camera di Commercio di Ajaccio.

Questi ultimi hanno portato una testimonianza che deve far riflettere: nella cittadina corsa, equiparabile ad Olbia come dimensioni e numero di abitanti, i croceristi sbarcati nel 2004 sono stati ben 250mila. Una notizia confortante è stata data da Paolo Piro presidente dell'Autorità Portuale Olbia-Golfo Aranci. Agli inizi di settembre partiranno i lavori al molo n°9 dell'isola Bianca per la realizzazione di un dente di attracco riservato alle navi da crociera che sarà consegnato alla fine del 2006. E, nel giro di un paio di anni ne verranno costruiti altri due, per i quali sono già stati contratti i mutui. Secondo il presidente Piro, opinione condivisa anche da altri relatori, il porto di Olbia eserciterebbe un appeal maggiore con l'aggiunta del nome “Costa Smeralda” sull'esempio di quanto è stato fatto per l'aeroporto. Questo marchio, ormai consolidato in tutto il mondo, esercita infatti una forte attrazione a livello internazionale mentre così non può ancora dirsi per le altre zone dell'Isola, Olbia compresa. Altro nodo da sciogliere è l'accoglienza sottobordo e l'offerta dei servizi a terra.

Su questo fronte, è fondamentale la programmazione, la collaborazione degli enti pubblici e degli operatori privati, a cominciare dai commercianti. Indispensabile anche una migliore organizzazione dei collegamenti tra l'Isola Bianca e il centro città. Auspicata l'attivazione di un servizio navetta gratuito e di un info-point in grado di soddisfare le curiosità dei croceristi appena sbarcati ad Olbia. “L'offerta dei servizi deve essere settata al top-ha dichiarato Gavino Sini- Ora siamo in mezzo al guado; i turisti devono trovare attrattive ed emozioni oltre a servizi efficienti. E noi dobbiamo competere con una concorrenza sempre più agguerrita”. Negli ultimi anni, l'arrivo dei grandi traghetti veloci ha “tolto spazio” alle navi da crociera, costrette qualche volta, ad attraccare al porto Cocciani a Cala Saccaia nella zona Industriale di Olbia. La distanza dal centro cittadino non ha certo segnato un punto a favore della “destinazione Olbia” che oggi deve recuperare l'immagine proponendosi sul mercato in modo decisamente evoluto rispetto al passato più recente. E questo richiede l'impegno di tutti; è una nuova sfida che si può vincere sempre che, dalle parole si passi ai fatti concreti.