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Grande successo delle “Fizas de Terranoa”

 

Ha riscosso grande successo la manifestazione “Fizas de Terranoa”, organizzata da Maria Grazia De Filippi e dalla neonata Associazione “Giovanna Baino”, con il patrocinio del Comune di Olbia. Centrato l'obiettivo dell'iniziativa che, grazie al coinvolgimento di molte famiglie olbiesi, ha dato un notevole contributo alla ricostruzione delle tradizioni e della memoria storica cittadina dal 1900 ad oggi. Nella sala congressi dell'Expò sono state proiettate centinaia di vecchie foto che hanno fatto rivivere figure e ruoli, mestieri e saperi di tantissime donne che ad Olbia hanno vissuto e lavorato. Umili lavoratrici e professioniste, commercianti e sportive, artiste ed insegnanti, donne pie e dottoresse, volontarie e ricamatrici, sono state tutte ricordate con immagini, aneddoti e oggetti in un originale e coinvolgente amarcord.

Il pubblico che ha affollato l'Expò ha seguito con grande partecipazione le piccole storie di eleganza e dignitosa povertà, duro lavoro e agiatezza borghese, ricordi scolastici e dei primi bagni. Oltre alla proiezione di immagini gelosamente custodite fino ad oggi, sono intervenuti numerosi protagonisti o “testimoni” di quegli anni. I lavori, dopo l'introduzione curata dalla giornalista Caterina De Roberto e l'esibizione del Gruppo Folk di Olbia, sono entrati subito nel vivo con la rievocazione di abitudini e costumi ormai perduti ma ancora bene impressi nella memoria di molte generazioni di olbiesi. E' stato Alfonso De Roberto, a far rivivere il “rito” delle passeggiate sul Corso Umberto, praticato con tecniche più o meno raffinate che prevedevano giochi di sguardi, rallentamenti o accelerazioni. Approcci, agganci, corteggiamenti e amori appena sbocciati costituivano gli ingredienti essenziali di quell'andare su e giù da Piazza Regina Margherita a Via delle Terme. Interessante anche l'intervento dello scrittore Serafino Spiggia che ha ricordato i lavori e i mestieri di un tempo, dall'ajola alla raccolta di giunchi e le donne che a piedi andavano fino al rio Padrongianus per lavare i panni delle famiglie benestanti.

Pina Gallittu ha sollevato il sipario sui rimedi popolari molto praticati in quegli anni ma diffusi ancora oggi. La cura del malocchio, le parole di Sant'Antonio e la medicina “casalinga” avevano un largo seguito ma era ristrettissimo il numero di donne o “zie” considerate veramente esperte e degne della massima fiducia. Si è parlato anche di medicina ufficiale e delle prime donne medico della città, le dottoresse Tola, Tolu e Lupacciolu. Le sportive sono state brillantemente “raccontate” da Carmen Marini, molto efficace nel descrivere atmosfere, atteggiamenti e passioni di tante atlete olbiesi. Vivace e spiritosa la testimonianza di Michelina, novantaquattrenne sorella dell'indimenticato Monsignor Cimino.

“Oltre agli intellettuali - ha ironizzato- c'erano persone con poca istruzione, ma che con le mani hanno fatto grandi capolavori. Rimettiamoci al lavoro. Anche io, oggi, posso fare qualcosa, almeno chiacchierare”. E, a proposito di lavori manuali, “Fizas de Terranoa” ha riservato delle magnifiche sorprese al piano terra dell'Expo' dove, sempre nell'ambito della manifestazione, è stata allestita una mostra di preziosi ricami, realizzati dalle “donne di casa” e altre collezioni appartenenti a varie famiglie olbiesi.