| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

 
Usciti dall'inferno della droga

 

Grazie all'Associazione Genitori, presieduta da Candida Rossi, e all'Assessorato ai Servizi Sociali, guidato da Pietro Luciano, ha fatto tappa anche ad Olbia “ See you . ” Allo spettacolo hanno assistito centinaia di studenti di tutte le scuole superiori cittadine . Gremito il Cinema-Teatro Olbia per una manifestazione che ha portato sul palcoscenico pezzi di vita vissuta e testimonianze dolorose raccontate “in presa diretta” dagli stessi protagonisti. Innovativa la formula; a metà strada fra teatro, talk show e giornalismo d'inchiesta. Il tutto narrato e illustrato attraverso scritti, filmati, musica e spot. “ See you ” è un'iniziativa portata avanti sul territorio nazionale, in 60 città, nell'ambito della campagna di informazione, prevenzione e educazione sugli effetti negativi delle sostanze stupefacenti, denominata “ Don' t Kill Your Brain ”. Il progetto, ideato e realizzato dalla Comunità di San Patrignano , coinvolge alcuni ragazzi felicemente usciti dal tunnel della droga dopo un percorso difficile e impegnativo.

Conduttore dello spettacolo, il giornalista Luca Apolito , conduttore del Giffoni Film Festival. A fronte di due storie “positive” , è stata raccontata anche quella di una giovane vita spenta per sempre. “ See you ” è stato seguito con grande attenzione e partecipazione dalla folla di studenti che ha riempito sia la platea che la galleria del Cinema Olbia. Con un linguaggio incisivo ed efficace, Luca Apolito ha sottolineato il significato del titolo scelto per la rappresentazione: “ See you , vediamoci, vuol dire anche trovarsi davanti a situazioni diverse, quelle alle quali andiamo incontro e con le quali dobbiamo confrontarci ogni giorno.

Può succederci qualsiasi cosa e quindi dobbiamo essere pronti ad affrontare anche la strada della sofferenza”. Immagini e musica, accompagnate in sovrimpressione dagli scritti, hanno rappresentato scene di vita felice e di tristezza, consumismo e fame nel mondo, guerra e pace, ricchezza e povertà, per arrivare alle ultime due che, in rapida successione hanno proposto una ballerina tutta curve e il volto di un bambino dagli occhi disperati che riempie lo schermo prima della dissolvenza anticipata da una frase di Seneca : “Talvolta ci vuole coraggio anche a vivere”. Perfettamente centrato l'obbiettivo degli ideatori ed organizzatori dello spettacolo: far riflettere sulle conseguenze della droga, attraverso l'esperienza di chi è già passato, lanciando un messaggio di ricostruzione e di speranza per il futuro, fuori dall'inferno.