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  Festeggiato il 106° compleanno della F.I.B.

La Federazione Italiana Bocce (F.I.B.) festeggia il suo 106° compleanno; i dati salienti della sua attività e i suoi obiettivi, in questi giorni, sono al centro di una serie di incontri con gli amministratori locali. Presso il Palazzo Municipale di Olbia, il Sindaco Settimo Nizzi ha ricevuto tre rappresentanti della Federazione: Lucio Masia, (presidente del Comitato Provinciale), Pietrino Marras (consigliere regionale F.I.B.) e Mauro Asara, presidente della Bocciofila “Gallura” di Olbia che, attualmente conta 55 iscritti-praticanti nel centro del “Fausto Noce”. Oggi, la F.I.B. nazionale, presieduta da Romolo Rizzoli, rappresenta una realtà vitalissima e molto dinamica, con un ricchissimo medagliere europeo e mondiale, più di 100.000 tesserati e 5.000 gare programmate annualmente. In Sardegna lo sport bocce ha 63 anni di età caratterizzati da una crescita progressiva ed entusiasmante.

Il numero dei tesserati -atleti effettivi- è passato dai 2.266 (2.106 maschi e 160 donne) del 2001 ai 2.530 (2.318 maschi e 212 donne) del 2003. In aumento anche le Società Bocciofile, passate dalle 79 del 2001 alle 82 del 2003. Per gli appassionati sardi delle varie tecniche esiste un altro censimento: giocano la specialità “raffa” 1.946 atleti in 56 Comuni della quattro Province; la “volo” è praticata da 344 atleti in 11 Comuni della sola Provincia di Sassari mentre preferiscono cimentarsi nella “Petanque” 240 atleti in 7 Comuni delle Province di Cagliari e Oristano. In Sardegna, come nelle altre regioni italiane, si riscontra un interesse sempre più diffuso per questa disciplina da parte dei giovani e delle donne. Tra i programmi dell'Assessorato allo Sport del Comune di Olbia, vi è un progetto relativo alla promozione e diffusione del gioco delle bocce, rivolto agli studenti delle scuole medie.

L'iniziativa prevede delle gare dimostrative e delle lezioni impartite ai giovanissimi presso il Bocciodromo del “Fausto Noce”, dove funzionano a pieno ritmo tre campi coperti e due scoperti. Naturalmente, oltre all'aspetto sportivo, è stato sottolineata la valenza sociale di questo sport che vanta origini antichissime. Una gara di bocce può iniziare alle 9 del mattino e concludersi intorno alle 19,30; ci sono quindi i tempi per socializzare; quanto ai benefici fisici, basta pensare al continuo andirivieni sul campo lungo 28 metri. Da considerare inoltre, il costante esercizio di concentrazione, sicuramente positivo sia per i giovani che per gli anziani. Prima del tradizionale scambio di targhe tra il Sindaco Nizzi e i rappresentanti F.I.B., è stata ricordata anche la storia millenaria delle bocce che vi proponiamo in estrema sintesi:
“il più antico ritrovamento di sfere di pietra risale al 7.000 a.c. in Turchia e, successivamente (2.000 a.c.), in Egitto, furono ritrovati oggetti simili nella tomba di un fanciullo. Con le bocce si dilettavano anche greci e troiani ma la svolta la diedero sicuramente i Romani, adottando per primi sfere di legno. Le legioni romane portarono il gioco in Gallia, dove si sviluppò enormemente, diffondendosi poi in tutta l'Europa.

Nel Medioevo il gioco delle bocce divenne una propria mania. Si praticava in tutti i luoghi possibili, comprese le strade e le piazze ma questa esagerazione nel gioco diede fastidio ai potenti dell'epoca che emisero i primi divieti, sanciti da una serie di editti. Le scommesse, le liti e il lavoro trascurato a causa delle bocce scatenarono il “proibizionismo” di vari re, da Carlo IV il Bello (1319) ad Edoardo III d'Inghilterra, da Carlo V il Saggio (1370) al Re inglese Riccardo II. Addirittura terrorizzati ne furono i Dogi di Venezia che emisero un pesantissimo editto (1576) contro “..il pericolo grande delle balle…” Finalmente, verso la fine del Seicento, Carlo II d'Inghilterra legalizzò il gioco delle bocce, mentre in Italia venne ufficializzato e regolamentato a partire da metà del Settecento. La prima società d'Italia, curiosamente denominata “Cricca Bocciofila”, nacque a Torino nel 1873. Un gruppo di società bocciofile piemontesi, circa 25 anni dopo, fondò l'Unione Bocciofila Piemontese, praticamente la prima federazione da cui iniziò l'era moderna delle bocce”.