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Tornato “a casa” il primo relitto restaurato

Presentato alla stampa il relitto della nave romana N.2 rientrato ad Olbia dopo il restauro. L'archeologo Rubens D'Oriano, il Soprintendente Francesco Nicosia e il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi hanno espresso grande soddisfazione per l'ottimo risultato dell'innovativo trattamento effettuato dalla Ditta campana “Legni e segni della memoria” di Giovanni Gallo. Grazie ai dettagli tecnici forniti dagli archeologi D'Oriano e Riccardi, è stato chiarito che in questo primo lotto di restauro sono stati trattati legni campione di vari relitti per studiarne il comportamento nelle varie fasi del processo, e circa un terzo di quelli costituenti il relitto N.2. Il trattamento del legno intriso d'acqua è una delle operazioni più lunghe e costose nel settore del restauro dei beni culturali. Per i relitti di Olbia è stato scelto un sistema all'avanguardia, veloce, non particolarmente costoso e che, soprattutto, restituisce al legno l'antico splendore.

Inoltre, una volta che il procedimento standard è stato “tarato ad hoc” per i legni di Olbia , si abbrevieranno notevolmente i tempi necessari al restauro dei prossimi lotti. Ora, infatti, si è in grado di intervenire in modo ottimale sui relitti delle antiche navi emerse dal fango nel Porto Vecchio durante i lavori di scavo del tunnel. Questi legni erano inquinati da idrocarburi e ossidi di ferro; da qui l'esigenza di mettere a punto un protocollo “personalizzato”. Oggi, i legni sono stati accostati visivamente in modo provvisorio, ad uso esclusivo della conferenza stampa. Saranno invece riassemblati per l'esposizione definitiva, quando sarà realizzata la copertura del patio, destinato ad ospitare 5 relitti scelti fra i più significati su un totale di ventiquattro. Quello oggi non è ancora completo; la parte bassa dello scafo si potrà “leggere” per intero quando anche il secondo lotto tornerà dal restauro: tempo ipotizzato, sei mesi circa. Rubens D'Oriano e l'amministrazione comunale, convocando gli organi di informazione, hanno voluto dare conto all'opinione pubblica, del lavoro fatto sino ad oggi, spiegando anche i prossimi interventi. E' stato anche sottolineato quanto siano costose ed impegnative le operazioni di restauro, attualmente, ancora in una fase iniziale.

“Al di là dell'impatto visivo, della curiosità o altri motivi di interesse- ha precisato D'Oriano- che ognuno può trovare in un relitto antico, va ricordato con forza che i relitti di Olbia sono testimonianze straordinarie e preziose di una grande svolta nella Storia: la fine dell'antichità “fotografata” nel drammatico evento che ebbe come scenario il porto di Olbia dove una flotta di navi romane venne affondata dai Vandali nella metà del V sec. Specificato anche l'impegno finanziario necessario per ultimare il restauro. Nell'immediato, necessitano 2 milioni di euro per il trattamento dei relitti che si esporranno al Museo: Per allestire il capannone dell'ex-Artiglieria a laboratorio di restauro per poter trattare ad Olbia gli altri legni, serve 1.750.000 euro. Altri 500.000 euro occorreranno per il montaggio dei relitti nel Museo. Più avanti bisognerà spendere 3 milioni di euro per il restauro degli altri relitti non meno spettacolari e importanti di quelli che andranno al Museo. Per poterli esporre, magari nel capannone dell'ex-Artiglieria”, si dovrà spendere 1 milione di euro. Sono risorse ingenti ma l'obiettivo finale è talmente importante, prestigioso e qualificare da giustificare un impegno che deve essere il più possibile partecipato e condiviso. Una buona notizia è stata comunicata dal Sindaco Nizzi: saranno presto disponibili 15 milioni di euro, grazie al Pit che prevede interventi finalizzati alla riqualificazione del centro storico di Olbia. Firmato il decreto, dalla Regione è arrivato l'atteso via libera. E, nell'ambito di questo finanziamento, 3.200.000 euro sono destinati alla copertura della struttura museale e al suo arredo. Sarà quindi finalmente ultimata la “casa” delle antiche navi.