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Annullato dal Tar il Piano di fabbricazione
di Olbia: conferenza stampa del Sindaco.
Il Tar della Sardegna ha annullato il piano di fabbricazione
di Olbia approvato nel lontano 1986. Il Sindaco Settimo Nizzi, alle 16,30
di oggi (22/10/03) ha convocato i giornalisti per fare il punto su una
situazione ancora da chiarire sotto molto aspetti. Presenti alla conferenza
stampa anche gli assessori, i consiglieri comunali di maggioranza e il
Presidente del Consiglio Tonino Pizzadili che ha rilasciato la seguente
dichiarazione: “Alle ore 16 ho aperto la seduta del Consiglio, fissata
per oggi, dando comunicazione delle tre sentenze che uniscono 17 ricorsi
presentati da privati cittadini al Tar della Sardegna dal 1987 al 1992.
Il Tribunale amministrativo regionale ha accolto una motivazione dei ricorsi
(per eccesso di competenza della Regione Sardegna che aveva apportato
delle modifiche al piano di fabbricazione di Olbia) annullando il PDF
e il decreto regionale di approvazione.
Ho ritenuto che il Consiglio comunale dovesse essere rinviato in data
da stabilirsi in quanto gli argomenti iscritti all’ordine del giorno
facevano tutti riferimento allo strumento urbanistico annullato. Per dare
seguito alla trattazione di questi argomenti, bisognerà verificare
la loro coerenza con il vecchio strumento urbanistico, ovvero il PDF del
1973, diventato ora quello vigente”. Preoccupazione è emersa
dalle parole del Sindaco Nizzi che ribadito la volontà dell’amministrazione
di ricorrere al Consiglio di Stato: “Quello che è successo
può definirsi molto grave per il nostro Comune- ha dichiarato il
Sindaco Nizzi- il Tar ha dato ragione ai ricorrenti su specifiche richieste
fatte nel lontano 1987. Dopo 16 anni è arrivata la sentenza in
cui, di fatto, si dichiara la decadenza del PDF adottato ed approvato
dal Consiglio Comunale di quegli anni. Il Tar sostiene che la Regione
ha agito illegittimamente apportando alcune modifiche al piano di fabbricazione.
Ora noi abbiamo chiesto un parere legale ad uno studio di avvocati specializzati
in materia urbanistica e, solo a quel punto, sapremo cosa fare. Sicuramente
promuoveremo un’azione legale opponendoci alla sentenza del Tar.
Gli specialisti ci diranno se il PDF è da considerarsi annullato
nella sua interezza o relativamente ad alcune parti. I provvedimenti di
natura urbanistica adottati in tutti questi anni restano comunque validi,
visto che la sentenza non ha effetto retroattivo. Purtroppo ci troviamo
in una situazione paradossale che ha origini lontane: il Comune, a suo
tempo, non fece opposizione contro quei ricorsi. Dovremo riesumare il
vecchio PDF del 1973, intanto far riapprovare dal Consiglio comunale,
una volta apportate le varianti, quello cassato dal Tar ed accelerare
al massimo l’iter per l’approvazione del PUC. Senza uno strumento
urbanistico non si possono concedere licenze o autorizzazioni di alcun
genere; sono bloccati progetti grandi e piccoli, iniziative imprenditoriali
di notevole interesse e tutto un processo di sviluppo per il quale abbiamo
tanto lavorato. Ci attiveremo quindi, in tutti i modi, per risolvere,
il più rapidamente possibile, una situazione indubbiamente molto
complessa e delicata.”
Conclusa la conferenza stampa sull’annullamento del PDF da parte
del Tar, il Sindaco Nizzi ha commentato un’altra notizia negativa
arrivata oggi da Cagliari: la commissione regionale incaricata di valutare
i progetti in lista per i fondi europei del P.O.R. ha bocciato quello
presentato dal Comune di Olbia per la riqualificazione dell’area
San Simplicio- Fausto Noce. “Pensavamo di aver compiuto tutti gli
atti prescritti dal bando- ha dichiarato Nizzi- ora valuteremo cosa non
ha funzionato e se ci possono essere state carenze nostre o della Commissione
regionale. Potremo accertare questi fatti quando, tra qualche giorno,
conosceremo le motivazioni per questa “non ammissione” che
rappresenta un grosso danno per la nostra comunità. Finalmente
eravamo riusciti ad approvare un piano particolareggiato di riqualificazione
che prevedeva la sistemazione definitiva di un vasta area antistante la
Basilica di San Simplicio. I fondi P.O.R. (3.900.000 euro in tre anni)
ci avrebbero permesso di finanziare al 50% l’iniziativa; ora dovremo
attivare altri canali per reperire le risorse e far decollare un progetto
nel quale crediamo moltissimo.”
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