La Città si è raccolta
intorno al suo Patrono
Il 15 maggio, giornata centrale dei festeggiamenti in onore di San Simplicio,
Patrono di Olbia e di tutta la Gallura, ha vissuto il suo momento più
intenso nella solenne processione che, nel tardo pomeriggio, ha accompagnato
la statua del Santo, con un’imponente partecipazione di folla.
Il corteo guidato dal Vescovo, Mons.Paolo Atzei, si è mosso dal
sagrato della Basilica minore , gioiello dell’architettura romanico-pisana
e, e per due ore si è snodato attraverso le strade del centro
per far ritorno nuovamente alla chiesa.
Dietro il Santo, nel pieno rispetto della tradizione, hanno sfilato
i rappresentanti delle istituzioni, autorità politiche e militari,
il Comitato dei festeggiamenti, le associazioni di volontariato e oltre
venti gruppi in costume provenienti da tutta l’isola. E’
stato quindi un trionfo del folklore ed una festa di colori e fiori,
spettacolare cornice della celebrazione religiosa. Gli abiti tradizionali,
simbolo distintivo di ogni paese, hanno colorato le strade di Olbia
e tutta la comunità si è raccolta intorno al Santo per
il saluto annuale, diventato ormai una ricorrenza storica in grado di
risvegliare un universo vitale di sentimenti comunitari.
La processione, infatti, affonda le sue radici in una tradizione sicuramente
molto antica ma documentata con sicurezza solo a partire dal 1835, quando
l'erudito francese Valery, bibliotecario del re a Versailles, scrive
che “nella chiesa posta su un piccolo altipiano, a circa cinque
minuti di distanza dall'abitato, si celebravano messe solo due volte
all'anno, una delle quali era a metà maggio per la festa del
Santo”. L'antica chiesa romanico-pisana, costruita da maestranze
lombarde nel primo quarto del XII secolo, era l'unico monumento che
potesse incuriosire un viaggiatore di passaggio come il Valery. Ma lo
spettacolo offerto dall'edificio sacro, in completo stato di abbandono,
era desolante: "La chiesa scrisse nelle sue memorie di viaggio
era una vera uccelliera: v'erano tanti uccelli che facevano uno
schiamazzo spaventevole coi loro gridi e con lo sbattere delle ali mentre
cercavano d'uscire dalle finestre lunghe e strette... Dalla chiesa di
S. Simplicio si gode una vista superba della pianura coronata da colline
di forme diverse, con lo sfondo dell'isola di Tavolara. Tutto questo
deserto ispira antichità: si vedono gli avanzi di muri e d'un
acquedotto e si può immaginare l'estensione della città
antica che il console Lucio Cornelio Scipione non aveva osato attaccare".
Anche quest’anno, si sono rivissute suggestioni, emozioni nuove
e, allo stesso tempo, antiche. Sembra di ritornare indietro nel tempo,
affascina la ritualità consolidata di gesti e comportamenti ed
anche i giovani sono colpiti da questo sorprendente e vitalissimo intreccio
di spiritualità, devozione e tradizioni popolari. La serata si
è conclusa sul palco del Fausto Noce con la rassegna di canti
e balli delle antiche tradizioni sarde. I festeggiamenti in onore del
Santo proseguiranno fino a domenica 18 maggio. Tutte le informazioni
dettagliate sul calendario delle manifestazioni sono reperibili sul
sito